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Si fingevano carabinieri per derubare gli anziani, sei arresti a Rimini

Sono stati disposti dal tribunale di Asti: la banda originaria di Cuneo

Cronaca Rimini | 12:15 - 10 Dicembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Si spacciavano per componenti delle forze dell'ordine e, ottenendo la fiducia dei malcapitati, soprattutto persone anziane e sole, li derubavano direttamente in casa loro. La squadra mobile della questura di Cuneo, supportati da poliziotti della Squadra Mobile di Rimini e Forlì-Cesena e da equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna hanno eseguito delle misure cautelari emesse dal G.I.P del Tribunale di Asti su richiesta di quella Procura della Repubblica, che ha diretto le indagini, nei confronti di 6 persone per i reati di associazione a delinquere, furto aggravato plurimo, riciclaggio, porto abusivo di arma comune da sparo, possesso di distintivi contraffatti e resistenza a pubblico ufficiale.

Tutti di etnia sinti, erano soliti spostarsi spesso in Emilia Romagna senza apparente motivo, in realtà era proprio qui che mettevano a segno i propri colpi, spostamenti che avvenivano con una certa periodicità, cosa che ha insospettito i militari.

Secondo quanto ricostruito
, il “modus operandi” era lo stesso: partivano da un comune dell’astigiano a bordo di un’auto di grossa cilindrata, con targa falsa,  muniti degli arnesi necessari (flessibili, trapani e altro materiale atto allo scasso) con i quali riuscivano ad introdursi nelle abitazioni da saccheggiare. In  Romagna, per la precisione in un cascinale a Igea marina, li attendeva un basista: qui i malviventi preparavano i colpi, per lo più messi a segno nella provincia di Rimini. In alcuni casi i ladri si introducevano negli appartamenti forzando porte e finestre per poi sradicare, con l’uso di potenti flessibili, le casseforti murate; in altri, invece, indossavano pettorine ed esibivano placche che riproducevano l'effige dell'arma dei carabinieri. Ogni furto era organizzato alla precisione, l’attività della banda ha fruttato circa 500mila euro e arrecato ingenti danni materiali e patrimoniali alle vittime (in alcuni casi dell’ordine di 100mila euro).
 

Sei gli arresti eseguiti nella notte di mercoledì a Rimini, cinque in carcere, mentre una sesta persona si trova ai domiciliari. La misure sono state emesse dal gip del tribunale di Asti.

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