Domenica 17 Gennaio03:21:35
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Rimini Calcio, il presidente Rota: 'Sono deluso, ma abbiamo le risorse per risalire. Punto sul mercato'

"Non sono pentito di aver preso il club anche se così i costi lievitano: le cose difficili mi piacciono. Fiducia in Mastronicola'

Sport Rimini | 20:10 - 07 Dicembre 2020 Alfredo Rota (foto Petrangeli) Alfredo Rota (foto Petrangeli).

Presidente Alfredo Rota, il Rimini è attardato in classifica. Ha fiducia nella riscossa?

“Abbiamo giocato sei partite, pochine per dare giudizi definitivi. Un momento di flessione può capitare anche ad altre squadre. Facendo una battuta posso rispondere così: come il Covid ha colpito prima l’Italia poi gli altri Paesi, così in questa stagione sportiva noi per primi abbiamo accusato le difficoltà. Chi l’ha detto che anche le nostre avversarie non possano sbandare? Il tempo c’è per risalire c'è e noi dobbiamo fare di tutto per riuscirci”.

Della partita con l’Aglianese che cosa non le è piaciuto?

“Non mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra, eravamo come impauriti, completamente assenti fermo restando che l’Aglianese ha dimostrato il suo valore del resto in linea con l’ingente investimento della società. In linea più generale, comunque, mi aspettavo di più da tutti. Sono deluso anche dalla Lega: è un campionato confuso, si gioca e non si gioca, si riparte e ci si riferma di nuovo. Gli stadi sono vuoti, gli incassi non ci sono. Difficile far tornare i conti”.

Cosa chiede alla Lega?

“Bisognerebbe vere coraggio e fare delle scelte. Ci chiudono in casa e non fermi il campionato? Bisognerebbe riprendere quando si ha la certezza di poter giocare con continuità e con gli stadi aperti in cui è permesso alla gente di entrare, almeno in una percentuale. I professionisti sono più tutelati di noi, alle squadre di serie D invece chi pensa? Qui i costi lievitano e basta. Ma non so se sarà possibile. Sento già parlare di rischio di terza ondata…”

Pentito di aver preso il Rimini? Tornasse indietro lo lascerebbe a Grassi?
“Lo scenario al 16 luglio quando è avvenuto il passaggio del club era completamente diverso. Si viveva di nuovo una vita normale, le discoteche erano aperte, si andava al mare, al ristorante, il virus pareva dimenticato. Chi parlava di possibile seconda ondata veniva quasi deriso. Comunque sia, non sono pentito. Le cose difficili per natura mi piacciono, ora sono ancora più difficili e dunque mi piacciono ancora di più”.

La rosa non è troppo abbondante?

“Cercheremo di sfoltirla in questo mercato lungo fino a metà febbraio e di operare per colmare quei ruoli in cui siamo incompleti per fare un salto di qualità. Dobbiamo fare gli innesti giusti. Il mio contatto con il ds Pietro Tamai è continuo. Ho preso la società il 17 luglio, abbiamo lavorato  in fretta, non so chi avrebbe fatto meglio nelle nostre condizioni”.

Mister Mastronicola gode della sua fiducia?

“Piena fiducia. E’ il numero uno”.

E’ vero che il giudice ha dato ragione a Grassi circa il sequestro delle quote del club da parte di Mariani?

“E’ così. L’udienza c’è stata il 16 settembre ma la sentenza è arrivata il 23 novembre: la richiesta di sequestro delle quote è stata  bocciata dal giudice. Però la mossa (di Mariani, ndr) è stata una spada di damocle su di noi dal mio arrivo, ha condizionato il mio operato: c’era il rischio di investire a vuoto, per una società che poi non sarebbe stata mia”.

Le dimissioni di Marco Ghetti? Legate a motivi di lavoro e personali o all'impossibilità di incidere come avrebbe voluto?

“Ghetti ha avuto un incarico importante da una società del territorio che opera nel settore finanziario, tra l’altro questo periodo per il suo lavoro è molto intenso e dunque ha preferito staccarsi. Marco ha avuto piena libertà d’azione, ha fatto tante cose in autonomia tanto che spesso ne sono vento a conoscenza a cose fatte. Ribadisco: solo motivi lavorativi e personali”.

Rota, il prossimo anno ci sarà ancora?

“Io voglio sempre esserci”.

Stefano Ferri