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Appello di Indino per Natale: "Trasformate le cene aziendali in pranzi"

Critico il n.1 della Confcommercio Rimini sulla lotteria degli scontrini

Attualità Rimini | 15:55 - 03 Dicembre 2020 GIanni Indino, presidente Confcommercio Rimini GIanni Indino, presidente Confcommercio Rimini.


Il presidente di Confcommercio Rimini lancia una proposta alle aziende del territorio (a quelle «che sono riuscite in qualche modo a fare quadrare i conti»): trasformare le tradizionali cene aziendali in pranzi aziendali, "aggirando" il coprifuoco, ovviamente «sempre in massima sicurezza e seguendo i protocolli», dando «linfa alla categoria dei ristoranti, al territorio e a tutta la filiera».  
Restano gli interrogativi sulle aperture e chiusure del periodo natalizio, con prospettive che allarmano Indino: «Chiudere i ristoranti a pranzo il giorno di Natale e di Santo Stefano costerà altri 7 miliardi di Euro al settore, che si aggiungono ai 27 miliardi già persi sui 95 di fatturato annuo». Inoltre anche il probabile ritorno dell'Emilia Romagna in zona gialla (con riapertura di ristoranti e bar) rimane nell'incertezza, fatto che rende complicata l'organizzazione ai titolari delle attività: «Si apre sabato? Domenica? Di giorno? Di sera? La vigilia di Natale sì, il giorno d Natale forse, a Santo Stefano no, Capodanno chissà!». Evidenzia il n.1 della Confcommercio riminese: «Ma come può pensare lo Stato che le aziende possano organizzare il lavoro, la spesa, l’assunzione di personale, con questo modo di imporre le regole? E’ possibile che il giovedì non si sappia se si può aprire nel fine settimana? Per aprire alle nostre aziende non basta meramente girare una chiave: serve programmazione, preparazione, organizzazione».

LOTTERIA DEGLI SCONTRINI Indino esprime anche le sue perplessità, e quelle della sua associazione di categoria, per la lotteria degli scontrini. «Un ulteriore peso burocratico e un altro aggravio di costi organizzativi in una situazione difficile per le imprese del terziario», spiega, ricordando che Confcommercio aveva vanamente richiesto al governo una proroga all'avvio dell'iniziativa. I commercianti che non si adeguano, con l'installazione di un registratore telematico al posto del vecchio registratore di cassa, rischiano sanzioni: per questo Confcommercio, anche per voce del massimo esponente riminese, chiede almeno una moratoria sulla loro applicazione. Rimane il problema delle commissioni sui pagamenti economici: Confcommercio ricorda la necessità di azzerrare o abbassarle, altrimenti, evidenzia Indino, «ai commercianti lieviteranno i costi, mentre a guadagnarci saranno solo le banche».