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A tavola con: Federica Fraternali e il suo sogno realizzato con il Kikka 's Bakery 

A Novafeltria il suo bar pasticceria, dai macarons alle torte decorate in pasta di zucchero, una ventata di zucchero e novità

Attualità Novafeltria | 08:00 - 13 Dicembre 2020 Lo staff della nuova Caffetteria e Pasticceria Kikka's Bakery Lo staff della nuova Caffetteria e Pasticceria Kikka's Bakery.

Di Monia Sebastiani

Io pasticceri/e li ho sempre immaginati con il mantello di superman. Eroi/ne moderni/e pronti/e a salvare anniversari dimenticati, a raccogliere cocci di cuori infranti e a incollare amicizie strappate. Il binomio mal d'amore/ipoglicemia - portami-via è ormai assodato e lo è, in realtà da molto tempo prima che arrivasse Bridget Jones che, avvolta nel suo plaid , mangiava lacrime e gelato. I dolci curano l'anima. Nutrono la testa. Sono premi per i nostri traguardi. E consolazione per gli insuccessi. Riempiono i buchi delle giornate lunghe. E colorano quelle troppo grigie.

I dolci dicono ti amo. Perdonami. O sposami. Sui dolci metti meno candeline di quante dovresti. E più panna di quanta ne potresti mangiare. E, se ancora non lo sono, dovrebbero diventare Patrimonio Unesco. Perché non sono solo deliziosi e indispensabili  per una vita che non sia solo sopravvivenza. Ma anche perché richiedono una lavorazione e una cura talmente lunghe e minuziose che potrebbero quasi competere con quella degli intarsi del Taj Mahal.

Lo sa bene Federica. Lei che, da piccola, invece della principessa o della fidanzata di un Twilight qualunque, decise che voleva fare la pasticcera. Tra gli 11 e i 12 anni iniziò a fare le sue prime torte. Le ciambelle riuscirono talmente col buco che decise di iscriversi alla scuola alberghiera, per consolidare la sua passione.E non sono bastati i sette anni di gavetta. Di alzatacce all'alba. Di sabati e domeniche e pasquette chiusi in laboratorio a farle cambiare idea. Niente affatto. 

Lei, quando oggi parla dei suoi dolci, fa brillare gli occhi. Ama talmente quello che fa, che basta una mia domanda scomoda a metterla in difficoltà. Quando le chiedo "Ci sarà pur qualcosa che non ti piace di questo mestiere"

Lei, quasi sentendosi in colpa per non trovare difetti al suo lavoro, mi butta là un contentino e dice "Bhe certo le ore sono tante a volte. Ti sfiancano" ma subito tradisce l'entusiasmo aggiungendo "però sono fortunata. Faccio quello che amo fare"

E a me viene il diabete ancora prima che mi offra i pasticcini. 

A testimonianza di quel che mi aveva anticipato sulle lavorazioni dei dolci, mi spiega come nasce un panettone. E io, che ritengo esagerate anche le dieci ore necessarie a rendere una cheese cake dignitosa, rimango estereffatta nell'apprendere che per un panettone artigianale sono necessarie circa 72 ore. Tre giorni di lavorazione. Tre lievitazioni. Cura e pazienza a volontà. 

Federica lavora da sola in laboratorio. Arriva alle 5 del mattino e se ne va quando ha finito, non ha un orario. Perché, anche se i dolci natalizi sono le guest stars del mese, c'è tutto un banco di sapori e di colori da allestire, tra mignons, brioches, donuts e macarons. Tutto sembra studiato all'ultimo granello di zucchero. Non pende un pistacchio. Ma nemmeno una mandorla. 

La cosa che, però, davvero mi salta agli occhi, oltre ai dolcetti che da quando ho varcato la soglia gridano "mangiami", è il senso di calore e il forte spirito di squadra che una ragazza così giovane ha saputo creare con il suo team.

Sono tutti lì. Qualcuno nel suo giorno libero. C è Sabrina, intenta a preparare dei favolosi addobbi di Natale. "Perché anche se sarà un - quasi Natale- , va comunque festeggiato" dice. Poi c è Claudia, capelli corti e grinta da vendere. E Simone, che si occupa del bar. E per fare le foto si mette la camicia bianca. Poi la toglie. E la rimette per farne un'altra. Tutti vogliono che la titolare faccia bella figura. 

Federica, che per tutti è Kikka, ha 25 anni. Coltiva il suo sogno da sempre. E ha deciso di piantarlo proprio in questo periodo. Durante una pandemia. In barba al PIL, alle previsioni negative, al pessimismo cosmico e all'oroscopo contrario.

Ha messo giù il seme e tutti i giorni è andata ad innaffiarlo, rimboccandosi le maniche e tirando su il "Kikka's Bakery", questo il nome del suo locale, in soli due mesi.

Ora coglie i primi,strameritati, frutti. Perché, d'altronde, le principesse sono belle, ma sono le pasticcere che salvano il mondo. 
 

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