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La truffa all'anziano gli frutta una fortuna, la Guardia di Finanza sequestra beni per 2 milioni

Sigilli anche a villa che ospitava sala registrazione cantanti

Cronaca Rimini | 12:23 - 03 Dicembre 2020


Oltre 2 milioni di euro in beni e oggetti preziosi, ma anche frutto di sofisticate operazioni di riciclaggio, auto-riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: sono tutti i reati per cui è indagato un 45enne di Coriano, che è riuscito a sottrarre con la truffa e l'inganno a un 90enne riminese, proponendosi come aiutante nella gestione del patrimonio e di tutte le pratiche connesse. Aveva così ottenuto inizialmente la delega a operare sui conti correnti, appropriandosi di almeno 460 mila euro ed emettendo alcuni vaglia circolari a nome di congiunti o società a lui riconducibili, prospettando all’anziano la possibilità di effettuare un investimento in obbligazioni con rendimenti molto vantaggiosi.

Come se non bastasse però, all'insaputa dell'anziano aveva stipulato a novembre un contratto assicurativo a suo nome, sfruttando la disponibilità di dati e documenti di cui era venuto in possesso, per poi inscenare e denunciare un falso sinistro finalizzato a beneficiare indebitamente lui stesso di un indennizzo assicurativo in qualità di persona danneggiata. Sempre il principale indagato si era impossessato di 49 preziosi (anelli, collane e monili) appartenenti all’anziana vittima, per un valore di circa 17 mila euro, dopo averlo indotto ad assumere degli psicofarmaci, spacciati per integratori prescritti da un medico.I finanzieri del comando di Rimini hanno sequestrato preventivamente beni e disponibilità finanziarie per un valore equivalente a quello sottratto alla vittima.

L’indagine delle fiamme gialle però non si è fermata qui, perché ha permesso ricostruire altre gravi condotte in concorso con i suoi due fratelli. I reati ipotizzati sono di “riciclaggio” e “auto-riciclaggio” per aver reimpiegato il provento dei reati commessi nell'attività aziendale o per estinguere alcuni debiti contratti dal fratello, cui si somma il reato di “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”, per aver compiuto atti fraudolenti costituendo un trust immobiliare di famiglia al fine di consentire al principale indagato, già debitore del fisco per oltre 600 mila euro, di sottrarsi ad ogni tentativo di riscossione coatta dell’Agenzia delle entrate.

All’esito delle indagini l’autorità giudiziaria ha emesso il decreto di sequestro preventivo di beni e disponibilità pari ai soldi sottratti da una parte all'anziano, dall'altra al fisco, apponendo i sigilli non solo ai conti corrente dell’indagato, ma anche a due ville di pregio.
 

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