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Si riaccende la protesta degli infermieri contro le morti da Covid: primo presidio a Rimini

La rete Nursing Up piange 50 colleghi deceduti per coronavirus da marzo

Attualità Rimini | 09:49 - 30 Novembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Non conosce tregua nemmeno il bilancio di decessi tra gli infermieri dall’inizio della pandemia da nuovo coronavirus. Con la morte di Sergio Bonazzi, professionista bolognese del Sant’Orsola di 59 anni, sale a 50 il bilancio degli infermieri morti per Covid da febbraio a oggi.

Il bilancio è tracciato da Antonio De Palma, presidente nazionale del "Nursing Up", che informa anche del calo di contagi che continua a registrarsi in tutta Italia da parte dei professionisti della sanità. «Non possiamo non chiederci cosa si sarebbe potuto fare per evitare un numero così alto di decessi. Cosa è cambiato nella seconda ondata? Gli infermieri si sono aggiornati, però per conto loro perchè di corsi di formazione in estate neanche l’ombra. La disorganizzazione, le croniche carenze di personale, gli screening costanti sul personale sanitario che sono solo eccezioni quando invece dovrebbero essere la regola, stanno aprendo un nuovo scenario drammatico».

Per questo già lunedì mattina a Rimini gli infermieri scenderanno in piazza per il primo di tanti flash mob simbolici che si terranno per tutto il mese di dicembre, per chiedere ai prefetti di farsi portavoce dal Governo e dalle Regioni che «ci hanno riconosciuto l'indennità professionale solo dopo averci costretto a scendere in piazza e a scioperare per 24 ore», oltre che per intervenire nelle aziende sanitarie affinchè garantiscano, in via stabile e continuativa, tutti gli strumenti di protezione necessari per la nostra incolumità, e per assicurare le ulteriori risposte che ci sono state promesse, e senza le quali proseguirà il nostro stato di agitazione.