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"A tavola con" La Locanda dell'Ambra. Quando la passione è trasmessa dalla famiglia

Può un ristorante contribuire a cambiare un paese? Sofia rivela come il sogno dei suoi genitori si è realizzato a Talamello

Attualità Talamello | 07:34 - 06 Dicembre 2020 Daniela, Sofia e Maurizio proprietari de La Locanda dell'Ambra Daniela, Sofia e Maurizio proprietari de La Locanda dell'Ambra.

“In certi momenti questo posto sono arrivata ad odiarlo. Con tutte le mie forze. Non è facile, per una ragazzina di 17,18 anni accettare di rinchiudersi in una sala a rincorrere il sogno dei genitori tra i tavoli. Il sabato, la domenica e tutte le feste, mentre i tuoi amici sono in giro a divertirsi, tu porti i piatti a chi si diverte.

Poi, però, con il tempo, non so se è stato merito di mio padre, Maurizio, che mi ha trasmesso la sua passione o se è stata l’abitudine, o un qualche miracolo. Fatto sta che quel sogno è diventato anche il mio. Anzi, direi che è diventata una vera e propri dipendenza, perché ora, che sono costretta per cause di forza maggiore a fare a meno del mio lavoro, in alcuni momenti mi sembra che mi manchi l’ossigeno.”

Sofia Palazzini ha 22 anni. Da quando ne aveva  15 lavora a fianco dei genitori nel ristorante di famiglia, “La Locanda dell’Ambra”, di cui da quattro anni è anche socia.

“I miei per 29 anni hanno avuto il Conad di Santarcangelo, dove papà si occupava del reparto macelleria. Il suo pallino era trasformare quel prodotto e portarlo, finito, sulla tavola. L’idea iniziale era di prendere in gestione un albergo o qualcosa di simile dalle parti di Cesenatico. Poi, però, si sa che i piani del destino sono sempre diversi. Qui, dove poi è nata “La Locanda”, abitavano i miei nonni. Il proprietario delle mura, a un certo punto, decise di vendere la proprietà. I miei presero la palla al balzo e decisero che lì, dove poi era cresciuta mamma, sarebbe nato il loro ristorante”

Dal 2005 “La Locanda dell’Ambra” ha contribuito a far crescere il turismo del piccolo borgo di Talamello, al punto che il paese, dapprima conosciuto per il formaggio di Fossa e per il crocefisso esposto nella chiesa di San Lorenzo, che si dice dipinto da un allievo di Giotto, è ormai noto, più che altro, per il ristorante della famiglia Palazzini.

Il nome deriva dal connubio di Ambra, che rimanda alla presenza, all’interno della struttura, di due fosse in cui, in passato, veniva riposto a stagionare il famoso e prezioso formaggio di Fossa e Locanda, poiché dal 2008 il locale è adibito anche a struttura alberghiera.

E’ importante per un paese come Talamello, che conta poco più di 1000 persone, avere un’impresa di questo tipo. I piccoli borghi si dice siano destinati a scomparire perché i giovani vanno a studiare fuori e difficilmente tornano e le famiglie si spostano per comodità nei centri più grandi.

“La Locanda dell’Ambra” ha portato un po’ di vita in paese ed è triste, ora, non vedere più quegli "stranieri" ben vestiti, con le guance colorate dal vino e i pantaloni sbottonati in segno di resa alle tagliatelle, passeggiare in piazza Garibaldi. Li si vedeva, sulla terrazza a farsi le foto. Ridere fino a tardi. Chiacchierare con i camerieri nel salottino improvvisato davanti all insegna.

I talamellesi spesso hanno brontolato per l'andirivieni  di auto e per i parcheggi che, specialmente durante il week end, venivano letteralmente inghiottiti dalle auto dei clienti della locanda.

Un malcontento che si è trasformato in un problema vero e proprio, che l'amministrazione ha risolto creando nuovi spazi per parcheggiare.

“E’ triste anche per noi” dice Sofia, pensando al silenzio tra i ciottoli in paese, prosecuzione naturale  di quello delle sue sale. “Soprattutto per mio babbo, che fermo non ci sa stare. Noi lavoravamo soprattutto la sera, perché è difficile che qualcuno in pausa pranzo venga fin quassù. Ragion per cui, già il primo DPCM ci aveva penalizzato parecchio. Ora non ne parliamo proprio. Non so se ci organizzeremo con l’asporto, quello che so per certo, però, è che non voglio abbattermi. E ’un periodo duro per tutti, ma se cedi alla negatività è la fine. Io cerco di guardare il lato positivo, finalmente avrò un po’ di tempo per me e per il cucciolo che ho appena preso. Non dico che sarà facile, questo no, ma cerchiamo, almeno, di mettere a frutto tutto questo tempo libero”

La ricetta che la Locanda dell’Ambra ci propone sembra studiata su misura per questo “lockdown leggero”, in quanto richiede dalle due alle tre ore di cottura. E calza a pennello per le lunghe giornate che ci aspettano.

Crema di Funghi porcini e fagioli, con bruschette di pane caldo

Ingredienti :

-Aglio

-prezzemolo

- peperoncino

- funghi porcini

- fagioli lessati (anche in scatola vanno bene)

- panna liquida vegetale (anche quella normale va bene)

Fare soffriggere l’aglio con un po’ di prezzemolo e una punta di peperoncino. Aggiungere poi i funghi e i fagioli e farli rosolare. Aggiustare di sale, aggiungere la panna liquida vegetale e far bollire 2/3 ore. Verificate la cottura del piatto con un mestolo, quando avrete raggiunto una crema densa  spegnete il fuoco.
 

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