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Parco Eolico, Gnassi scrive al Ministero: il comune di Rimini ufficializza il suo no

Il primo cittadino: "troppo impatto sul paesaggio, che è un valore non negoziabile"

Attualità Rimini | 13:36 - 28 Novembre 2020 Andrea Gnassi Andrea Gnassi.

Arriva il parere negativo del comune di Rimini sul progetto del parco eolico. Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha infatti scritto al ministero dei trasporti, rilevando che la città, "un luogo a forte vocazione turistica", non possa "tollerare un impatto sul paesaggio di questo tipo", paesaggio che è appunto "un valore non negoziabile".

Il progetto è stato proposto a marzo dall'azienda Energia Wind 2020, la quale ha fatto domanda per la concessione trentennale di uno specchio d'acqua di 114 kmq. I piloni con le pale, secondo il progetto, verrebbero posizionati a partire da 10 km dalla riva. "Un tale impatto visuale non è accettabile né davanti alle coste riminesi, né altrove", ha ribadito il sindaco, il quale ha citato il caso del Regno Unito che "si è orientato in anni recenti verso la realizzazione di campi eolici off shore sempre più distanti dalla costa (fra i 20 e gli 80 km)". "Su migliaia di km di costa all'interno del Paese - ha aggiunto Gnassi - pare quanto mai bizzarro che la scelta dell'unico impianto eolico off shore che permetterà all'Italia di raggiungere gli obiettivi fissati dal Pniec per il 2025 sia da collocarsi in uno spazio marittimo davanti alla costa di maggior richiamo turistico del Paese".
 

Sull'argomento si esprimono in molti, tra cui Matteo Montevecchi, consigliere della Lega, che esorta il governatore Stefano Bonaccini e «la Regione a manfiestare a propria contrarietà al progetto del parco eolico al largo delle coste riminesi direttamente al governo. Oltre all'impatto ambientale, al deturpamento del territorio all'alterazione della bellezza paesaggistica, non bisogna dimenticare le preoccupazioni dei pescatori, come precisato dalla cooperativa dei Lavoratori del mare, per cui questo progetto, oltre a causare un impatto limitante sull’attività di pesca, potrebbe rischiare di pregiudicare la sicurezza della navigazione dei pescatori». E lancia un'idea: «Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di incentivare il fotovoltaico di ultima generazione sugli edifici, sia pubblici che privati. In questo modo si garantirebbe occupazione a tutta la filiera locale, creando posti di lavoro veri per le imprese del posto e si potrebbe produrre la stessa quantità di energia ad un costo decisamente inferiore».