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"A tavola con" i Fratelli De Luca, storia di tre ristoratori di successo dello Zodiaco di Rimini

I tre moschettieri della ristorazione raccontano del loro successo nel mondo della ristorazione in Riviera

Attualità Rimini | 08:46 - 29 Novembre 2020 I fratelli De Luca, che, insieme, hanno aperto, nel 1991, il ristorante pizzeria" Lo Zodiaco", a Rimini I fratelli De Luca, che, insieme, hanno aperto, nel 1991, il ristorante pizzeria" Lo Zodiaco", a Rimini.

di Monia Sebastiani

Fare il ristoratore non è sempre facile. Fare i conti con gli orari, che non sempre si incastrano con gli impegni quotidiani. Con cavilli burocratici e scadenze. Con leggi e regole sempre nuove. 
Dopo l'esplosione dei vari Masterchef, 5 ristoranti e via dicendo, in molti si sono interessati a questo tipo di mestiere. Ma, tra il dire e il buon fare, c'è di mezzo il mare. 

La buona ristorazione richiede passione. Sacrifici Ricerca. Studio continuo. E una certa dose di pazzia. E, forse, quando all'inizio varchi per la prima volta quella porta e sei eccitato all'idea di intraprendere quella nuova avventura, non sei consapevole di tutto di quello che ti aspetterà."
A parlare Maurizio, il più piccolo dei fratelli De Luca, che, insieme, hanno aperto, nel 1991, il ristorante pizzeria" Lo Zodiaco", a Rimini. Quando andarono a vederlo e poi decisero che sarebbe stato quello il posto dove far crescere il loro sogno, "Lo Zodiaco" non era altro che un piccolo bar.
Antonio e Francesco De Luca sono cuochi e già lavoravano in un precedente locale, "Il Peschereccio." 

" Insieme abbiamo deciso di questa avventura e, nel giro di qualche tempo, grazie alla loro fantasia dietro ai fornelli e alla nostra tenacia e dedizione, abbiamo creato quello che c'è ora." Mi dice Maurizio. "Un locale che è un punto di riferimento per mangiare del buon pesce,ma non solo. La ricerca della qualità nelle materie prime che selezioniamo, l'innovazione costante e la serietà che mettiamo nel nostro lavoro si riflettono sugli ottimi feedback dei clienti"
E galeotte furono le recensioni positive, che hanno spinto i fratelli De Luca a doppiare e sdoppiarsi tra fatiche e nuovi traguardi da raggiungere con quello che, più che un locale, è una vera e propria macchina del divertimento. Nel 2012, i tre moschettieri della ristorazione, aprono "Frontemare", che da subito si rivela essere un vero e proprio successo. Nel 2020, data la grande affluenza di clienti, decidono di allargarsi e spostare la sede in quello che prima era il club Mon Amour. Qui inaugurano una location unica nel suo genere per la riviera. 400 coperti. Una pista da ballo che da praticamente sulla spiaggia. Concerti live. Aperitivi. E sale da cerimonia. Una nuova grande avventura per i De Luca, che vi si immergono a capofitto, organizzando (fino a che è stato possibile) dj set, feste, eventi esclusivi

Non accenna alla situazione attuale, Maurizio. Perché, lo si evince dall'entusiasmo con cui si racconta e dal tono di voce squillante, è una persona ottimista e non si fa abbattere facilmente. 
Giro io il coltello nella piaga e gli domando come stanno fronteggiando l'emergenza. 
" Facciamo qualcosina da asporto. Lavoriamo, certo. Ma non è la stessa cosa. È indubbio che avere a che fare con le persone non è sempre facile. Specialmente oggi, che devi fare lo slalom tra diete, allergie, mode alimentari e non. E, si sa, il cliente ha sempre ragione. Soprattutto quando ha torto. A volte ti verrebbe davvero da lanciare qualche piatto, come si vede in televisione. Ma, poi,quando vedi le tovaglie intonse. La sala vuota. E un silenzio assordante che fa rimbombare i tuoi passi e ti fa rimpiangere tutti i capricci dei bambini di qualche mese fa. In quel momento  e soprattutto quando i clienti ti chiamano per chiederti quando riaprirai, capisci cosa davvero significa per te questo posto. E cosa significano loro, i tuoi clienti. Non si tratta solo di cucinare. Studiare gli abbinamenti giusti tra vino e piatti. Sistemare bicchieri e tovaglioli nel modo più opportuno e servire tutti bene e velocemente. Occorre costruire un rapporto con chi siede alla tua tavola. Anche se solo per quella sera, per poche ore. Chi viene lì, viene per vivere un'esperienza,oltre che per consumare un pasto. E tu devi essere in grado di costruirgliene una attorno, fatta su misura insomma. Devi capire chi hai davanti e comportarti di conseguenza. Alcuni vogliono scherzare, altri no. Ad alcuni piace un rapporto più confidenziale, altri preferiscono rimanere sul formale. E tu devi saper stare al gioco, essere malleabile. Come dice Lino Banfi, una parola è troppa e due son poche. Sta a te dosarle. Mi dici, al di là del guadagno e del fornire un servizio che non voglio, comuqnue, interrompere, come posso confezionare tutto il resto in un contenitore da asporto? "
 

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