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Revoca della concessione dei campi di calcio Viserba, San Giuliano e Rivazzurra

Il Tar rigetta i tre ricorsi della società Delfini. L’assessore Brasini: "Confermata l’intenzione del Comune di salvaguardare l’interesse pubblico"  

Attualità Rimini | 14:24 - 27 Novembre 2020 Campo da calcio, foto di repertorio Campo da calcio, foto di repertorio.


Il Tar dell’Emilia Romagna ha respinto, con tre distinte sentenze, il ricorso presentato dalla Società Sportiva Delfini Rimini con cui si chiedeva l’annullamento dei provvedimenti di revoca della concessione della gestione dei campi da calcio di Viserba, San Giuliano e Rivazzurra

Nel confermare la correttezza dell’azione amministrativa e rigettando la richiesta danni avanzata dai Delfini, i giudici hanno osservato "che il Comune abbia sempre perseguito esclusivamente l’interesse pubblico per garantire la più ampia, regolare e proficua fruizione degli impianti sportivi". 

I giudici non hanno quindi ravvisato alcun intento persecutorio nei confronti del gestore, ma unicamente - come si legge nelle sentenze - la presa d’atto del “clima fortemente litigioso che si era venuto a creare tra le società sportive ed il gestore”, il quale “ha costantemente ostacolato il lineare svolgimento delle relazioni e di conseguenza impedito quella proficua gestione che costituiva l’obiettivo principale del Comune quando si è determinato ad affidare il bene in concessione”.    

LE RADICI DEL CONTENZIOSO La vicenda nasce nel 2012 con l’avvio di dieci procedure di evidenza pubblica per l’affidamento della concessione della gestione e dell’uso di altrettanti campi da calcio comunali (Miramare, Rivazzurra, Lagomaggio, Ina Casa, San Giuliano, Viserba, Torre Pedrera, San Vito, Vergiano - Spadarolo e Viserbella). Nove di questi impianti sportivi furono assegnati in gestione alla società Delfini Rimini con l’eccezione del campo di Viserbella, aggiudicato dalla U.I.S.P. di Rimini.

"Sin da subito si sono verificati numerosi problemi, in gran parte riconducibili alla conflittualità insorta tra la Società e gli utenti delle strutture sportive ed in particolare le Scuole calcio", rileva l'amministrazione comunale. "Una situazione di perenne conflittualità che si è tradotta, nei primi due anni di gestione Delfini, nella progressiva riduzione del numero di utenti e in un forte ridimensionamento delle attività sportive svolte su quasi tutti gli impianti sportivi comunali per il calcio", prosegue la nota da palazzo Garampi, rilevando che in alcuni di questi campi (Viserba, San GIuliano e Rivazzurra),  "la riduzione della presenza di utenti ed in particolare di giovani iscritti alle Scuole calcio è stata verticale e gli stessi livelli di utilizzo delle strutture hanno subìto un vero e proprio crollo". Nel contempo alcuen società sportive che da decenni operavano sugli impianti comunali sono state indotte a trasferire la propria attività su altri impianti di proprietà privata (come quelli delle parrocchie) o di altri comuni limitrofi, con una considerevole riduzione dell’attività e degli iscritti. "L’amministrazione quindi ha preso atto dell’impatto negativo della gestione Delfini, verificando anche un peggioramento delle condizioni degli impianti, sempre meno utilizzati", si legge nella nota dell'amministrazione comunale. Si sono quindi avviati tre procedimenti amministrativi per la revoca delle concessioni per la gestione dei campi di Rivazzurra, San Giuliano e Viserba.   

IL COMMENTO DI BRASINI «Tutte e tre le sentenze hanno ribadito non solo la piena legittimità di tutti gli atti adottati dal Comune di Rimini, ma hanno soprattutto confermato come l’Amministrazione abbia avuto come unico obiettivo quello di salvaguardare l'interesse generale della comunitàcommenta l’assessore allo Sport Gian Luca BrasiniNon si parla dunque della correttezza di un procedimento amministrativo, ma della lesione di un interesse pubblico fondamentale, venuto a meno a causa dell’affidamento al privato». 

Oggi la gestione dei campi è dell'amministrazione comunale:  «abbiamo verificato dati alla mano una ripresa del numero degli utenti e delle ore di utilizzo, drasticamente calato nel periodo di affidamento esterno. Non si tratta di rivendicare una municipalizzazione generalizzata, ma il costatare che l’utilizzo dei campi da calcio è un servizio pubblico che difeso da interessi di parte.  Oggi proseguiamo su questa strada, continuando ad investire sulle strutture, tra riqualificazioni e nuovi impianti».