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Inquilina non paga l'affitto e svuota il locale, il proprietario reagisce. Denunciato

Un 69enne riminese è stato assolto perchè il fatto non sussiste

Attualità Rimini | 08:41 - 29 Novembre 2020 Il processo si è chiuso qualche giorno fa con l'assoluzione del proprietario Il processo si è chiuso qualche giorno fa con l'assoluzione del proprietario.

Si era presentato per l'ennesima volta dalla donna a cui aveva ceduto in affitto l'azienda, un ristorante, per intimarla a saldare i propri debiti e versare le mensilità del canone pattuite precedentemente. L'uomo, un 69enne, si è ritrovato dopo quell'episodio a processo, per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, accusa dalla quale è stato assolto, perché il fatto non sussiste. La donna, una 61enne, lo aveva accusato, presentando querela nel novembre 2015, di aver alzato la voce e usato toni minacciosi, in particolare promettendo di tornare e "spaccare tutto". Le due parti avevano stipulato contratto d'affitto d'azienda: la 61enne, quale imprenditrice affittuaria, avrebbe potuto svolgere l'attività di ristoratrice senza dovere impegnare denaro per l'acquisto di tutti gli arredi e di tutte le attrezzature per allestire una cucina. Ma proprio arredi e attrezzature, che le erano stati dati in affitto dall'imprenditore affittante, il 61enne, furono fatti portar via dalla donna nel 2017, con un camion, e portati in un negozio specializzato nella vendita di materiale usato per conto del proprietario (in cambio di una percentuale sulla vendita). Qui furono ritrovati, dal legittimo proprietario, cinque sedie, dieci tavoli e attrezzi da cucina quali una griglia da cottura, tritacarne e affettatrice. Altri beni, come una friggitrice e un bollitore, risultavano già venduti. Il procedimento penale nei confronti della 61enne si è concluso il 12 giugno 2019 con l'estinzione di esso, per morte del reo. Il processo invece con imputato il 69enne, difeso dall'avvocato Alvaro Rinaldi, si è chiuso qualche giorno fa con l'assoluzione, chiesta anche peraltro dalla pubblica accusa, benché per insufficienza della prova che il fatto sussista.