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Albergatore evade parte degli introiti della tassa di soggiorno per tre anni. Assolto

Arriva la sentenza del processo che vedeva imputato un albergatore riminese 

Attualità Rimini | 20:56 - 26 Novembre 2020 Albergatore evade parte degli introiti della tassa di soggiorno per tre anni. Assolto

Rischiava 2 anni e 9 mesi di condanna, come richiesto dalla pubblica accusa, per non aver corrisposto al comune di Rimini parte degli introiti della tassa di soggiorno: 22.500 euro per il quadriennio 2013-2016. Un albergatore riminese di 69 anni è stato assolto, perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, dall'accusa di peculato. 
Come è noto, il decreto legge 34 del 19 maggio 2020 (decreto legge), poi convertito nella legge 77 del 20 luglio 2020, aveva stabilito che l'albergatore non potesse più configurarsi come incaricato di pubblico servizio (riscossione del tributo) e quindi non potesse configurarsi il reato di peculato. Ma la retroattività della legge è stata messa in discussione e l'albergatore, difeso dall'avvocato Alvaro Rinaldi, è finito comunque a processo. La sentenza, della quale sono attese le motivazioni, riafferma quindi la retroattività. Ad ogni modo il decreto rilancio prevede che ogni albergatore sia responsabile del pagamento dell'imposta, con possibilità di rivalersi sul turista inadempiente. La disposizione sarà presto inserita nel nuovo regolamento al vaglio del consiglio comunale di Rimini. Ci sarebbero quindi sanzioni tributarie per ogni albergatore nel caso di omesso versamento del tributo.
 


 

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