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Moto2, hurrà Bastianini. Barberi: 'Che sofferenza in tv! Enea ha tanta determinazione, è un positivo'

Il ds del Nuovo Moto Club Renzo Pasolini e amico di famiglia: 'Il padre comprò da me la prima tuta e minimoto'

Sport Rimini | 15:28 - 23 Novembre 2020 Da sinistra Martino Barberi e la premiazione di Bastianini nel 2012 da parte del padre di Marco Simoncelli Da sinistra Martino Barberi e la premiazione di Bastianini nel 2012 da parte del padre di Marco Simoncelli.

“Ho seguito la gara di Portimao davanti alla televisione. Una emozione pazzesca. Ho trepidato, sono stato col patema d’animo fino all’ultima curva prima di esplodere in un boato di gioia. Sono contentissimo, per Enea, per sua padre Emilio e mamma Antonella dei quali cui sono amico di vecchia data. So quanto sacrifici anche economici abbiano sostenuto per far arrivare fino a questo punto Enea, il loro unico figlio. Un traguardo meritato per tutti”.

Martino Barberi è il direttore sportivo da circa trent’anni del Nuovo Motoclub Renzo Pasolini, il sodalizio che raggruppa una cinquantina di piloti, dalle minimoto alle classi del motomondiale. Enea ha dato sotto i suoi occhi le prime sgasate. Lui ha visto muovere i primi passi di Marco Simoncelli, l’ultimo campione iridato riminese, nella 250. Bastianini da alcuni anni è iscritto al Moto Club Spoleto ma è sempre nel radar degli amici riminesi.

“Avevo un negozio di abbigliamento da motociclista e vendevo anche minimoto. Ricordo che il padre comprò da me la prima tutina da motociclista, Enea aveva tre anni e tre mesi, da qui il numero 33 sulla carena – ricorda Martino – Era alto 95 centimetri. E da me acquistò la prima minimoto, in realtà poco più che un giocattolo tanto che mettemmo due ruotine laterali”.

Si aspettava che arrivasse al mondiale?

“Col passare del tempo si vedeva che aveva talento, da ragazzino gli riusciva tutto facilmente, ma fai fatica a pronosticare il traguardo. Ci sono mille variabili, molti si perdono. Enea ha sfruttato al meglio l'occasione che gli ha offerto il team Gresini grazie al meccanico di Misano Fabrizio Cecchini, ha creduto nei suoi mezzi e io pensavo che in Moto 3 ce la facesse a conquistare il titolo, invece ha accarezzato solo il sogno piazzandosi nel 2015 terzo e nel 2016 secondo me perché non tutto gli è girato nel verso giusto. Da ragazzino Enea faceva anche tuffi, poi ha lasciato questa disciplina per dedicarsi completamente al motociclismo e ha avuto la fortuna di avere una famiglia appassionata che l’ha seguito da vicino. Una persona che gli è stata molto vicina è stato Antonio Facondini, un ex carrozziere, gli ha fatto da meccanico accompagnandolo col camper nelle trasferte. Era uno di famiglia”.

Barberi, quando ha capito che Enea ce l’avrebbe fatta?

“Alla vigilia della trasferta di Valencia a metà novembre il babbo di Enea era cautamente ottimista, ci credeva. Lì si è piazzato sesto ma ha allungato in classifica sui rivali. Poi la gioia di ieri. Bene così, perchè sotto sotto temevo il peggio visto che nei due anni precedenti aveva vinto il team che Enea aveva lasciato la stagione precedente, nel 2018 Martin con Gresini e nel 2019 Della Porta con Leopard”.

Ci sono stati momenti duri?

“L’anno scorso il noviziato in Moto2 è stato complicato anche per alcune incomprensioni nel team che hanno portato ad alti e bassi di rendimento, poi strada facendo la squadra si è affiatata. Anche al secondo anno in Moto3 ci sono state delle difficoltà legate anche al fatto a mio parere che non avesse un manager al fianco. L’arrivo di Carlo Pernat è stato significativo”.

Che pilota è Bastianini?

“Non è un istintivo, si muove in sintonia col box. Ragiona, non si prende rischi inutili. In questa stagione è stato costante, una tattica che ha pagato, ha evitato incidenti che in passato gli sono costati punti preziosi. Ha dimostrato mentalità. Il suo punto di forza, comunque, è la determinazione. Si allena forte anche in palestra. Si prepara a puntino. E' un ragazzo solare, positivo, sempre col sorriso”.

Ora il salto in MotoGp. Come se lo immagina?

“Enea è un tipo che si adatta facilmente. Per me farà bene, è certo che dovrà prendere le misure alla Ducati e ci vorrà un po' di tempo perchè il salto dalla Moto2 è più complicato rispetto a quello dalla Moto3 alla Moto2. Cambiano la cilindrata, la potenza, l'elettronica è ancora più dominante”.

Un altro suo pupillo, Marco Bezzecchi ha sfiorato il podio, quarto. Lui resta in Moto2 nel team Sky VR 46...

“Sono convinto che Marco partirà nella prossima stagione come il favorito. Ma anche il giapponese Tatsuki Suzuki, ormai un romagnolo doc, e il milanese Tony Arbolino, altri due nostri iscritti, meritano grande attenzione”.

Stefano Ferri

In gallery: Bastianini durante un appuntamento nel 2016 del Nuovo Motoclub e insiema a Matteo Ferrari

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