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Una copia del Decimario di Leale Malatesta donata alla biblioteca di San Clemente

Restaurato nel 2018 grazie a una donazione del Lions club

Attualità San Clemente | 11:52 - 23 Novembre 2020 Il Decimario di Leale Malatesta Il Decimario di Leale Malatesta.


Un’altra, importante donazione entra a far parte del patrimonio librario della Biblioteca “Giuseppe Tasini” di San Clemente. Dopo aver provveduto alla catalogazione in formato digitale (in alta qualità fotografica), del Decimario di Leale Malatesta, ora nella disponibilità della Tasini c'è anche una copia cartacea, a disposizione degli studiosi e dei ricercatori che ne vorranno consultare il contenuto.


Il Decimario è un registro pergamenaceo fatto compilare dal vescovo di Rimini Leale Malatesta, alla fine del XIV sec. (ca. 1376-1406) per accertare l’origine e la consistenza delle decime dovute all’episcopato e versate da pievi, chiese, monasteri e ospedali della diocesi. Fonte d’importanti notizie sull’esistenze e giurisdizione di chiese, pievi e altre istituzioni ecclesiastiche del territorio diocesano. 

Il pregevole codice manoscritto è stato oggetto di restauro nel 2018 grazie al sostegno e alla generosa partecipazione del Lions club Rimini-Riccione Host, il Decimario ha ritrovato la sua naturale collocazione all’interno dell’archivio storico diocesano Garampi di Rimini che custodisce e conserva un ricco complesso documentario che abbraccia undici secoli di storia della Chiesa di Rimini e della diocesi.

“La notizia del restauro ha suscitato un notevole interesse sotto il profilo del recupero culturale. La storia antica di San Clemente - dice la sindaca Mirna Cecchini - è strettamente connessa alla storia della vita del vescovo di casa Malatesta e alla comunità del borgo di Castelleale. Ci auguriamo di poterlo mostrare al pubblico a gennaio 2021, decimo anniversario dalla costituzione del nostro fondo librario”. Da qui è nata l’idea di contattare l’archivio per poter richiedere un esemplare in formato cartaceo. "La risposta della direttrice Cinzia Montevecchi e della dottoressa Federica Giovannini è stata subito positivia - aggiunge l’assessora alla Cultura Stefania Tordi - il che ci ha permesso in poco di riceverne una copia”.