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Il Wwf Rimini assegna il premio Attila 2020 alla sindaca di Riccione Renata Tosi

Non un titolo al merito, ma all'amministratore che ha peggio tutelato il patrimonio verde del suo Comune

Attualità Riccione | 15:43 - 21 Novembre 2020 Il bosco dei ciliegi dove sono stati abbattuti alcuni alberi nel corso del 2017 Il bosco dei ciliegi dove sono stati abbattuti alcuni alberi nel corso del 2017.


Il gruppo Wwf Rimini accoglie con stato d'animo altalenante la celebrazione da parte dei Comuni del Riminese, Rimini in primis con l'arrivo di 3 mila nuove piante a dimora, della giornata nazionale dell'albero. Questo perché nonostante le lodevoli iniziative di nuove piantumazioni e sistemazione di aree verdi, «negli ultimi decenni abbiamo visto il taglio di tantissimi alberi lungo vie e viali cittadini, con pregevoli reimpianti solo negli ultimi anni, assieme però a tanti, troppi, altri abbattimenti. L’ultimo è stato l’incomprensibile taglio da parte di Anthea Rimini di circa 40 robinie sulla sponda del deviatore Marecchia, quando sarebbe bastata una semplice potatura e il taglio di quelle a rischio».

In questi anni il gruppo ha raccolto diverse segnalazioni di cittadini che si lamentano del continuo abbattimento di piante da parte delle pubbliche amministrazioni, tanto da convincere l'associazione ad effettuare un sondaggio per individuare il comune che più di altri si stava distinguendo nell'opera di decimazione. Per questa occasione il Wwf Rimini ha voluto ripristinare il “Premio Attila”, l’attestato che assegnato a chi si fosse particolarmente distinto per un danno all’ambiente. E in testa alla classifica è balzata la sindaca di Riccione Renata Tosi, dopo un iniziale testa a testa con i comuni di Misano e di Rimini.

«I numeri le rendono demerito: sono circa 7-800 infatti le piante tagliate, finora, negli anni del suo mandato. Fin dal suo primo insediamento la sindaca ha posto in essere un sistematico impoverimento del verde urbano con pesanti interventi di decimazione di alberature lungo i viali cittadini, come anche all’interno di aree verdi rilevanti dal punto di vista della biodiversità. Ci riferiamo all’arboreto Cicchetti lungo viale Ceccarini che ha subito un invasivo intervento di “valorizzazione” con il taglio di molti alberi  e la cancellazione dell’esuberante sottobosco spontaneo a piante sempreverdi. Con essi è scomparso un microcosmo di biodiversità non più riproducibile. Tutto ciò per permettere la realizzazione di un parco avventura trasformando una rara oasi naturalistica urbana, un polmone verde per la città, in un parco divertimenti dove ancora una volta la natura è asservita a una speculazione di corto respiro. Stessa sorte per il bosco dei Ciliegi ispirato e disegnato da Tonino Guerra nei pressi del vecchio cimitero, decine di ciliegi e non solo, decimati dai cingoli delle ruspe. Per non parlare poi del progetto, che ci risulta sia in fase avanzata, di realizzare all’interno del parco della Resistenza uno skatepark con rampe in cemento, per cui si avvia alla devastazione anche l’aria verde più grande di Riccione».

Il Wwf aveva organizzato nella giornata di domenica l’evento all’oasi Wwf Ca’ Brigida di Verucchio, ma causa Covid-19 l’iniziativa è rimandata a data da destinarsi ma farà in modo di recapitare l’attestato alla sindaca in tempi brevi.