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Parco Eolico, Wind Energy 2020: 'Parere comune Rimini non vincola". La replica

Il sindaco Gnassi: "Diciamo la nostra su un progetto così sfregiante"

Attualità Rimini | 14:07 - 20 Novembre 2020 Parco eolico (foto di repertorio) Parco eolico (foto di repertorio).

Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi interviene nuovamente sul tema del parco eolico, ribadendo che la posizione dell'amministrazione comunale sarà di ferma opposizione: «Ho già dato mandato agli uffici di ribadire per ogni via il nostro 'no' al progetto». Lo fa in risposta a un documento presentato da Wind Energy 2020 che invita il comune di Rimini a rendere il proprio contributo all'interno dell'istruttoria sul progetto, benché, come evidenziato da Wind Energy 2020, l'attività di produzione di energia nel mare territoriale è attività che ricade nelle esclusive competenze dello Stato. Un punto messo in evidenza per  sottolineare che l'opposizione del comune di Rimini potrebbe non bloccare i lavori. Sull'impatto ambientale, Wind Energy 2020 scrive che "il paesaggio è solo uno dei potenziali effetti del progetto da valutare; la discussione sulla compatibilità ambientale del progetto non può essere dunque ridotta esclusivamente all'interno di questo tema, ancorché rilevante".  Per ciò che concerne  l'impatto dell'impianto sul turismo, scrive Wind Energy 2020, "Non vi è alcun dato oggettivo che possa dimostrare che la realizzazione di impianti eolici offshore abbia creato indirettamente danni al settore turistico'". E a sostegno di questa tesi si porta l'esempio dell'HornsRev in Danimarca nel Mare del Nord. Posizioni respinte dal sindaco di Rimini Gnassi: «Non ci vuole la scienza per dimostrare come la vocazione produttiva della Danimarca, affacciata sul Mare del Nord dalle peculiarità industriali, siano tutt'altro cosa rispetto alla costa riminese. Il nostro mare, e ci scusino i 'padroni del mare' (il riferimento è al fatto che il comune di Rimini non possa dire nulla su ciò che avviene in mare) se ci si permette di dirlo, le sue spiagge, la bellezza, la riqualificazione in essere dei lungomari e gli investimenti sulla tutela della balneazione, i 27 milioni di presenze turistiche, sono cose ben differenti da caratteristiche territoriali legate all'off shore, all'estrattivo, all'industriale. È questione di economia, di lavoro, di relazioni». Prosegue il sindaco: «Non si può rinunciare scappare dalla transizione energetica che ha bisogno più che di una scorciatoia mostruosa e ammazza turismo in un territorio vocato, di un Piano Energetico anche romagnolo dove si individuano più azioni più forti, più siti per produrre i megawatt necessari per l'intera Romagna. O vogliamo trovare anche qui scorciatoie? Mettiamo impianti eolici nelle terre malatestiane di Piero della Francesca o nelle meravigliose foreste Casentinesi perché anche lì c'è vento?».   Il Comune di Rimini non intende arretrare dal fronte del "no": «Il paesaggio, per la comunità riminese, è un valore non negoziabile. E questa comunità vuole avere e avrà sicuramente ruolo per dire la propria su un progetto così sfregiante. Ci dite 'dite la vostra' e poi decidono gli altri? Non andrà così. Questo è certo».  



 

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