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Aggredito al bagno di Marina centro: coppia riminese denuncia episodio di razzismo

La querela è stata presentata a ottobre. Il sostegno di Casa madiba network

Cronaca Rimini | 15:49 - 20 Novembre 2020 Bass a Arianna in conferenza stampa Bass a Arianna in conferenza stampa.


Non si tratta di un episodio isolato, ma non per questo non bisogna parlarne. È doloroso, è umiliante, ma va fatto. Almeno così hanno deciso di fare Bass e Arianna, coppia multietnica che a Rimini ci vive da un po’ - lui è originario del Senegal -  e che anche quest’anno ha deciso di sottoscrivere un abbonamento estivo con un bagno di Marina centro, con un versamento iniziale di 250 euro e la promessa di saldare il resto della quota (150) entro fine stagione, che si presumeva sarebbe finita a fine settembre. L'illusione era di vivere una stagione come tutte le altre, ma così non è stato. E di certo non per colpa del coronavirus.

 Lunedì 7 settembre infatti, quando Arianna era al lavoro come nel resto della settimana e Bass era invece solito recarsi in spiaggia come ogni inizio settimana per trascorrere la giornata con il figlioletto, trovandosi momentaneamente inoccupato, è accaduto un episodio increscioso, che i coniugi hanno deciso di raccontare con il supporto di Casa Madiba network, di supporto anche nella deposizione di un'apposita querela per offese a sfondo razziale.

A raccontarlo sono entrambi in videoconferenza, in un intreccio di dettagli spiacevoli e imbarazzanti, qualora i gestori di quel bagno dovessero leggere la loro testimonianza per ritrovarcisi, o eventualmente smentire e raccontare la loro versione dei fatti. «Ero arrivato come sempre in compagnia di mio figlio e stavamo per avviarci al bagno, quando un figlio del titolare è venuto da me a chiedermi in malo modo il saldo della quota per poter chiudere i conti al 13 settembre, oltre che di andarmene, assieme ai documenti», racconta Bass sconcertato. «Ho risposto che l’abbonamento era stato fatto da mia moglie, nel mentre sono andati a chiudermi l’ombrellone e non volevano più ridarmi il cellulare, che avevo lasciato in carica al front office». Tra un insulto e l’altro e l’intervento da una parte di alcuni detrattori, dall’altra di sostenitori, Bass è riuscito a contattare la moglie con un altro telefono, la quale si è precipitata al bagno esortando l’intervento di una pattuglia dei carabinieri incrociata per strada. Nel frattempo un altro aggressore era andato a spegnere la sigaretta sulla spalla dell'uomo, un gesto insensato che ha provocato uno spintone da parte sua, in mezzo alla quale si sono frapposte due persone che hanno solidarizzato con lui e che hanno cercato di riportare la calma - diventeranno poi testimoni a suo favore, ndr . Anche perché alla scena stava assistendo anche il figlio di due anni. All’arrivo delle forze dell’ordine, questo sempre stando alle testimonianze dell’aggredito, «i gestori sono andati a riaprirci l’ombrellone e avevano lanciato il mio zaino oltre la proprietà, come a fingere che non me l’avessero sottratto». Alla presenza dei militari l’atmosfera si è parzialmente placata.

Alla fine la moglie Arianna ha pagato 100 dei 150 euro pattuiti, ritirando in cambio tutta la loro roba dall’ombrellone e dalla cabina in affitto. La vicenda si è conclusa con una querela per diffamazione a sfondo razziale presentata a fine ottobre, sostenuta dalla testimonianza di due conoscenti che hanno assistito alla scena e dal supporto operativo del collettivo riminese. (f.v.)