Giovedý 28 Gennaio04:08:34
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Nuove antenne di telefonia a Rimini, la battaglia accende anche il consiglio comunale

Il consigliere Marcello difende la "sua" Miramare: "Un'antenna sopra un albergo è uno scempio"

Attualità Rimini | 08:02 - 20 Novembre 2020 Un'antenna sopra un condominio a Morciano di Romagna (foto di repertorio) Un'antenna sopra un condominio a Morciano di Romagna (foto di repertorio).


Non c'è pace attorno al tema dell'installazione di nuove antenne di ripetizione dati nel territorio riminese, grazie all'attenzione e all'attivismo di comitati e cittadini e all'amplificazione offerta da alcuni politici, anche in seno ai consigli comunali. Stavolta l'interrogazione arriva dal seggio riminese di Fratelli d'Italia dal quale si erge Nicola Marcello con un'interpellanza indirizzata direttamente al sindaco Andrea Gnassi e agli assessori Anna Montini (ambiente) e Mattia Morolli (scuola) per chiedere «la rivalutazione del posizionamento e della  installazione dell’antenna nel cuore del Quartiere 3 di Miramare. È la quarta volta che nel giro di poco più di un anno che intervengo contro la installazione di antenne a ridosso di civili abitazioni e di luoghi sensibili come scuole o centri anziani». L'ultima battaglia ha come avversaria «una mega-antenna su un noto albergo di Miramare, anche stavolta non lontano da un noto asilo gestito da suore. I residenti hanno già raccolto 500 firme e crescente è la preoccupazione sia dal punto di vista della salute che dell’eventuale danno patrimoniale a carico degli immobili. La giunta si era impegnata a rivedere l’attuale regolamento comunale con il principio di tenere “i pali della telefonia” lontani dalle abitazioni, ma oggi si sta perseverando con un altro impianto considerato il numero di cittadini interessati, nella stessa direzione. Molti comuni d'Italia, tra cui la più vicina Morciano di Romagna, hanno deliberato di installare questo tipo di manufatti solo su terreno demaniale».

Marcello allora chiede di sospendere l'iter realizzativo, di valutare le criticità espletate nel documento attraverso un confronto con i rappresentanti del comitato dei cittadini della zona, di rivedere con urgenza il regolamento, adottando come criterio prioritario quello della lontananza dalle civili abitazioni di almeno 150 metri e di ubicare gli impianti solo su terreni di proprietà demaniale.
 

< Articolo precedente Articolo successivo >