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Covid: Emilia Romagna prima regione a ripartire con la caccia

La Regione ha ascoltato le richieste della Coldiretti che chiedeva misure per limitare danni da selvatici

Attualità Emilia Romagna | 14:03 - 19 Novembre 2020 Un cacciatore Un cacciatore.

“Accogliamo positivamente la decisione della Regione che, prima in Italia, ha ridato il via libera all’attività venatoria per chi svolge attività di controllo faunistico, sotto il coordinamento delle Polizie Provinciali”. Commenta così Coldiretti Emilia Romagna il provvedimento di viale Aldo Moro che permette la ripresa della caccia giustificata da comprovati motivi di lavoro all’interno del territorio regionale. Ciò consente ai cacciatori di selezione a e quelli individuati dagli ATC di ricominciare la caccia ai selvatici, in particolar modo agli ungulati, che, complice anche lo stop dovuto alle misure anti covid, stanno causando numerosissimi danni alle colture degli imprenditori agricoli, ma si rivelano anche un grave pericolo per l’incolumità dei cittadini.

“Non più tardi di due settimane fa” continua Coldiretti regionale “avevamo denunciato il problema in seguito all’incidente che era costato la vita a un 63enne che aveva sbandato dopo aver evitato un cinghiale nel piacentino”.

L’ incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente i due milioni, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città, rappresenta inoltre un pericolo per la salute – conclude Coldiretti Emilia Romagna - anche per i rischi provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati.