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Compleanno dieta mediterranea, tutti i benefici per la salute

La pandemia ha cambiato le abitudini alimentari, 6 su 10 adottano un regime nutrizionale ispirato alla dieta mediterranea

Sanità Nazionale | 15:10 - 17 Novembre 2020 Insalata di pasta con pomodori e foglie di basilico fresco Insalata di pasta con pomodori e foglie di basilico fresco.

“Il cibo è un vaccino? A tavola con gli italiani nel 2020 pandemico” è la ricerca dell’ Osservatorio Waste Watcher condotta in occasione del decennale della dieta mediterranea quale patrimonio orale e immateriale Unesco (10 Novembre 2010). 

L'indagine ha valutato il cambio delle abitudini alimentari degli italiani con la nuova pandemia, e il risultato è che 6 su 10 adottano un regime nutrizionale ispirato alla dieta mediterranea. Una tesi di laurea discussa all’Università di Bologna ci fa sapere che scegliere questo stile alimentare permette un risparmio medio di 7 € alla settimana.

Pasta di grano duro, pane integrale, legumi, verdure coltivate e selvatiche, frutta, semi oleaginosi, pesce nei paesi di mare, olio extravergine d'oliva, poche quantità di formaggi, occasionale consumo di carne rossa e insaccati, e vino rosso con moderazione: era questa la dieta mediterranea tradizionale italiana. A scoprirla fu lo statunitense Ancel Keys, biologo e nutrizionista inviato in Italia al seguito delle truppe durante la seconda guerra mondiale: egli morì nel 2004 proprio nella penisola, all'età di 100 anni.

Oggi l'antico regime viene dimenticato in favore della dieta occidentale proinfiammatoria (Western Diet), ricca di grassi saturi e zuccheri raffinati. Dello stile mediterraneo abbiamo evidenze epidemiologiche, come quelle di Predimed (prevenzione con la dieta mediterranea), studio con follow up di 5 anni che ha dimostrato con la mediterranea: riduzione dell'incidenza di ictus e infarti del miocardio, depressione, cancro del seno. Aumento della performance cognitiva degli anziani. Per di più combinata all'attività fisica ha documentato una riduzione della mortalità in un campione di 1700 italiani, di età tra i 40-70 anni, monitorati per ben 20 anni.

Le prove scientifiche sono solide, e non informare e intervenire sarebbe quasi colpevole. Per navigare nei meandri delle proposte dietetiche (iperproteica, a gruppo sanguigno, life120, dissociata...) l'unica bussola è l'evidenza scientifica, presupposto che manca nelle diete di moda.

Se un professionista della nutrizione vuole prescrivere una dieta, deve avere delle evidenze su cui poggiarsi.

Dott. Samuele Valentini