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Bonus 110%, Architetti ai Comuni: "No ai cappotti termici in centro storico"

"L’adozione di questa soluzione rischia di svilire il valore non solo dell’immobile ma anche del contesto in cui sorge"

Attualità Rimini | 14:48 - 17 Novembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

L’ordine degli architetti della Provincia di Rimini segue con grande attenzione le soluzioni di riqualificazione ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio italiano e in particolare del ns territorio, incentivate dagli Eco Bonus e in particolar modo i cosiddetti cappotti termici su cortina che consentono agli edifici di ottenere le fatidiche due categorie energetiche migliorative. 

L’efficienza energetica di un immobile non è una semplice formula matematica che consenta l’adozione di scorciatoie progettuali quali i pannelli isolanti, più o meno organici, proposti come panacea economica e risolutiva di ogni problema.

A questo punto all’orizzonte si cominciano a manifestare delle proposte di inserire questi pannelli di “polistirolo” anche nei centri storici: questo non può che lasciare perplessi e mortificati, perché l’adozione di questa soluzione rischia, in certi contesti, di svilire il valore non solo dell’immobile ma anche del contesto in cui questo sorge.

Ci sono tanti accorgimenti per migliorare le prestazioni termiche degli edifici come, per esempio: garantire il miglioramento termico delle nostre città, con alberature, cinture verdi, forestazioni urbane, riducendo quindi il δ termico tra temperatura esterna ed interna;  aumentare la permeabilità dei suoli e la rinaturalizzazione del suolo urbano; assecondare la morfologia urbana, la morfogenesi degli edifici; adottare quegli accorgimenti della nostra architettura vernacolare e rurale che tradizionalmente rispondevano alle esigenze di isolamento termico quanto, se non forse meglio, di certe soluzioni tecnologicamente avanzate ma estremamente energivore.

Il legislatore tramite la legge 77/2020, il legislatore ha cercato di "avvantaggiare" gli immobili storici o tutelati al fine di includerli nell'incentivo. Difatti, gli interventi di efficientamento energetico indicati nell'articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013 danno diritto al Superbonus 110%, a prescindere dalla effettuazione degli interventi cosiddetti "trainanti" - cappotto e sostituzione dell'impianto, qualora l'immobile oggetto di intervento sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. n. 42 del 2004) o gli interventi trainanti siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali. Lo stesso viene confermato nell'art.2 comma 5 del decreto attuativo efficienza energetica del Mise prot. 159844 del 06/08/2020.

Mentre il cappotto termico in cortina può tranquillamente risolvere i problemi per l’edilizia delle nostre periferie, se adottato nei centri storici si verrebbe a creare una discrasia tra l’edilizia storica minore (ma che contribuisce al tessuto urbano dei centri storici in modo significativo) e quella monumentale.  Immaginiamo una strada  con parte delle cortine degli edifici con il “cappotto termico” stereometricamente perfetti e quelle porzioni ancora originarie, con murature secolari e tutte le imperfezioni che ne restituiscono l’autenticità. I centri storici hanno valore non per i singoli edifici, ma per l’insieme che rappresentano. Senza dimenticare che il cappotto ricopre le lesioni che sono in qualche modo le spie dei fenomeni degenerativi e che si possono controllare proprio perché sono visibili e non coperti da un elemento incongruo, che si giustappone e non si stratifica con le preesistenze.

Tutto ciò è una scorciatoia e non è degno dell’ingegno italiano che ha sempre saputo trovare soluzioni “sartoriali” che ci hanno consegnato un paese ricchissimo di centri storici di pregio e autentici.
Quindi, se il D.lgs. n. 42 del 2004 o i regolamenti locali vietassero l'intervento trainante nei centri storici o di pregio storico, si otterrebbe il Superbonus con il salto delle due classi energetiche sostituendo: l'impianto di riscaldamento con sistemi a caldaia a condensazione, impianti ibridi, pompa di calore o micro-generatori; oppure installando: dispositivi multimediali per il controllo da remoto; l'isolamento termico (cappotto interno) anche su superfici disperdenti inferiori al 25% del totale delle superfici; il solare termico; gli infissi, finestre e portone blindato; le schermature solari;
l’Ordine degli Architetti chiede perciò che le amministrazioni si dotino da subito qualora, ne fossero prive, degli appositi regolamenti che vietino l’installazione di “cappotti” esterni agli edifici e favoriscano gli interventi di efficientamento con le opportunità già previste dalla norma.