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Centri anziani: contributi anche per quelli in immobili non di proprietà del comune di Rimini

Ci sono dei requisiti a cui ottemperare, tra cui almeno 50 iscritti e frequentati

Attualità Rimini | 14:28 - 17 Novembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

 

In questo momento, per le misure di contrasto al Covid, sono chiusi, ma alla loro riapertura i dodici centri anziani riminesi (e i circa 2.500 iscritti) troveranno alcune importanti novità ad attenderli. La Giunta comunale di Rimini ha appena approvato gli indirizzi di valorizzazione e nuove possibilità di sostegno economico. «Gli obiettivi sono diversi - spiega in una nota l'amministrazione comunale di Rimini - favorire la socializzazione nella terza età, promuovere spazi di incontro e condivisione, valorizzare una dimensione dell'età anziana sempre più dinamica, attiva e propositiva verso la quale anche la pubblica amministrazione sta mostrando - a diversi livelli, non solo quelli sanitari e sociali - grande attenzione e interesse». Nel riminese ci sono dodici centri anziani, con circa 2500 iscritti. 

LA NOVITA' Gli attuali centri anziani sono tutti ospitati in beni immobili facenti parte del patrimonio comunale destinato a scopi sociali. Per loro il Comune conferma la possibilità di partecipare anche alle spese per utenze, fino alla concorrenza di un importo massimo di 5 mila euro.  La novità è la possibilità, inedita fino ad oggi,  relativa ai centri anziani autonomamente organizzatisi ad iniziativa di associazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale in immobili non messi a disposizione dell'amministrazione comunale.  A quelli che assicurano una frequenza di attività di almeno quattro giorni a settimana, con un numero di iscritti e frequentanti non inferiore a 50, e siano dotati di regole di funzionamento che garantiscono la libera adesione dei nuovi associati e la elettività delle cariche, possono ora essere assegnati contributi per sostenere le spese di funzionamento per affitto ed utenze (debitamente rendicontate) fino ad un massimo di 11 mila euro. In entrambi i casi, gli eventuali contributi sono sottoposti ad una valutazione tecnica mirata a stabilire la sussistenza del pubblico interesse relativa al centro anziani che faccia domanda