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Maltrattamenti e omissione di soccorso: casa di cura per anziani da inferno, scatta l'operazione

Il gestore e tre collaboratrici messi agli arresti domiciliari, vittime delle vessazioni nove anziani

Cronaca Emilia Romagna | 07:52 - 16 Novembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.


L'hanno chiamata operazione "Inferno" perché nelle mani incaute e irruente di alcuni operatori di una struttura socio-assistenziale c'erano persone anziane e non autosufficienti. Maltrattamenti, esercizio abusivo della professione infermieristica e omissione di soccorso le ipotesi di accusa che hanno spinto la procura della Repubblica di Bologna a emettere quattro di ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti indagati, ovvero la gestrice di una struttura ricettiva e di tre collaboratrici, che sono in corso di esecuzione questa mattina a cura della polizia giudiziaria dei carabinieri del Nas e i militari dei comandi provinciali di Modena e Reggio Emilia, con il supporto del 13esimo elinucleo Forlì. L'accusa è aver trasformato la residenza degli ospiti in un vero e proprio girone infernale, senza colpe ma solo con pene da espiare.

L’attività  investigativa ha consentito di individuare la sistematica e continuata modalità vessatoria, violenta, minacciosa e ingiuriosa con cui gli indagati si rapportavano ai nove anziani ospiti ultraottantenni della struttura, provvedendo altresì a somministrare terapie in assenza di prescrizione medica e di propria iniziativa. L’indagine ha messo in luce un episodio di omissione di soccorso nei confronti di un 83enne, poi deceduto per cause naturali, ricoverato a gennaio all'ospedale di Bazzano (BO) per lesioni sospette tali da motivare una segnalazione da parte della direzione ospedaliera. Alle indagate vengono contestate ulteriori violazioni sull’attivazione di una struttura socio.assistenziale in assenza di autorizzazione, l’abuso nella somministrazione di farmaci, la carenza di procedure organizzative e gestionali nonché all’assenza di regolari contratti di lavoro delle maestranze impiegate.

“Una vicenda gravissima. Simili episodi di violenza fisica e piscologica appaiono tanto più ignobili perché compiuti a danno delle persone più fragili e indifese e proprio all’interno di quei luoghi che dovrebbe farsi carico della loro cura ed assistenza. Specialmente in questi mesi di pandemia”. Così la vicepresidente con delega al Welfare Elly Schlein e l’assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini. “Le gravi accuse, se confermate dall’esito degli accertamenti giudiziari, delineano una sistematica attività di sopraffazione nei confronti degli ospiti e il mancato rispetto delle norme che regolano la gestione delle strutture socio-assistenziali e non possono non suscitare lo sdegno dell’intera comunità regionale – concludono Schlein e Donini-. Come Regione ci attiveremo per compiere tutte le necessarie verifiche. Un ringraziamento alle forze dell’ordine per l’efficacia di questa azione di contrasto alle violenze nei confronti di persone fragili".