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Afferra la compagna per i capelli e le fa sbattere violentemente la testa contro il muro

Un 33enne ha reso la vita un inferno all'ex compagna, ora va in carcere

Cronaca Rimini | 11:17 - 15 Novembre 2020 L'uomo era recidivo L'uomo era recidivo.

Centinaia di chiamate e messaggi e telefonate per ritornare insieme alla compagna su cui in passato aveva usato violenza, è finito così in manette un 33enne, gravemente indiziato dei reati di stalking e lesioni ai danni della donna. Il provvedimento restrittivo, emesso dal G.I.P. Vinicio Cantarini, è stato richiesto dal Sostituto Procuratore Davide Ercolani in ragione dei gravi elementi raccolti a suo carico.

Le indagini, svolte dagli agenti della 2^ Sezione – Reati contro la persona della Squadra Mobile, diretta dal dott. Mattia Falso, hanno avuto origine da un intervento effettuato nel giugno scorso in un residence di Viserbella. Ai poliziotti intervenuti in quell’occasione, la donna, con il labbro sanguinante ed il volto ancora segnato dalle percosse subite, ha raccontato di essere stata aggredita dal compagno a causa della sua gelosia ossessiva.

Tutto è iniziato da una richiesta di amicizia ricevuta dalla vittima su Facebook, pretesto per il quale l’uomo l’ha aggredita, prendendola per i capelli e sbattendole la testa contro il muro. In serata, i due hanno cenato in un ristorante e anche lì, sempre per lo stesso motivo, la donna è stata schiaffeggiata con violenza. L’aggressività dell’uomo non si è fermata neanche di fronte ad alcuni clienti e camerieri, intervenuti in difesa della donna.

Tornati al residence, dopo aver preteso di controllare tutte le chat presenti nel cellulare della donna, quest’ultima è stata schiaffeggiata per circa un’ora e mezza. Temendo il peggio, quindi, ha iniziato a invocare aiuto e lui, di tutta riposta, ha tentato di tapparle la bocca e di soffocarla. In un attimo di distrazione, è quindi riuscita a scappare e, grazie all’aiuto di un vicino, ad allertare la Polizia.

Da quel momento, l’uomo è scomparso, ma ha iniziato a tormentare la donna, arrivando a mandarle anche trecento mail al giorno per cercare di riconciliarsi con lei. Altrettanto numerose sono state le telefonate fatte fino a poco tempo fa, molte delle quali contenenti insulti e minacce di morte.

Nella mattinata di ieri, sabato 14 novembre, l’indagato, sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento all’ex moglie per comportamenti violenti analoghi, è stato rintracciato in provincia di Forlì nella ditta per la quale lavora e arrestato, si trova ora in carcere.