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Covid: assessore Sadegholvaad critico su zona arancione

"Cittadini stanchi, imprenditori al collasso, istituzioni non possono essere contradditorie"

Attualità Rimini | 17:23 - 14 Novembre 2020 L'assessore Jamil Sadegholvaad L'assessore Jamil Sadegholvaad.

Alla luce dell'emergenza Coronavirus, "non vorrei trovarmi nei panni di chi da mesi, al Governo o nelle Regioni, cerca di contrastare un nemico invisibile. Non posso però non sottolineare come quanto accaduto nelle ultime 48 ore a livello istituzionale, con le ordinanze delle 3 regioni vidimate dal Governo, e poi superate poche ore dopo dallo stesso Governo con il livello arancione, creino una confusione non necessaria, di cui i Comuni loro malgrado devono poi gestire le conseguenze. Non vorrei dirlo ma il corto circuito istituzionale che ne è venuto fuori non è comprensibile né accettabile". Così, in un lungo post sul suo profilo Facebook, l'assessore alla sicurezza e legalità, igiene pubblica, lavori pubblici, attività economiche del Comune di Rimini, Jamil Sadegholvaad commenta il passaggio in zona arancione dell'Emilia-Romagna, a poche ore dall'ordinanza restrittiva firmata dal presidente Bonaccini. A giudizio dell'assessore, "se le istituzioni emanano contraddizioni, si mette a rischio quella 'catena di comando' che è il fondamento di qualunque battaglia. Con cittadini sempre più stanchi, imprenditori al collasso - osserva - solo la linearità dei provvedimenti può rappresentare il timone cui aggrapparsi". Quindi, evidenzia Sadegholvaad in un altro passaggio del post "la situazione sanitaria è critica, ed è quella a cui continuiamo a guardare, responsabilmente. Ma non possiamo, nell'affrontare questa crisi in tutti i suoi aspetti, considerare un aspetto secondario che è la tenuta psicologica del Paese insieme all'economia. Tutti siamo in trincea, ma la solidarietà deve essere assoluta. Il rimescolamento di carte nell'arco di poche ore è un errore, sicuramente fatto in buona fede sulla base di dati emergenziali che accogliamo appunto senza se e senza ma, però un errore resta". Ad ogni modo, sottolinea ancora l'assessore romagnolo, "non è il tempo della protesta ma quello solo di avere nel cuore e negli occhi le immagini degli ospedali al collasso e delle tragedie dei tanti morti". Con queste immagini negli occhi anche oggi, da amministratori, da cittadini, usciremo per Rimini con la mascherina, rispettando le prescrizioni e chiedendo di farle rispettare. Ma quello che è accaduto in questi giorni rappresenta un problema che si riversa anche sulla credibilità delle istituzioni a ogni livello. Non ne avevamo bisogno".