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Antenna a Viserba, il comune la sposta in zona artigianale, la vittoria dei comitati

Nello stesso sito sorgeranno un emettitore Iliad e uno Wind Tre

Attualità Rimini | 12:18 - 13 Novembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.


La giunta comunale ha approvato la nuova localizzazione dell’impianto di telefonia mobile Iliad in zona di Rimini nord, a Viserba. L’area individuata dall’amministrazione è la zona artigianale in via San Martino in Riparotta, attualmente concessa al Gruppo Sgr per il servizio pubblico di teleriscaldamento. Di proprietà comunale a vocazione industriale, l'area si trova in una zona più isolata e lontana dagli insediamenti residenziali rispetto al precedente sito privato individuato dal gestore (via Baroni), per il quale era già stato sottoscritto un accordo con il titolare dell’area e che aveva ottenuto nulla osta da Arpae e autorizzazione dall’ufficio Suap del Comune in quanto non in contrasto con i regolamenti in vigore.
 

La nuova localizzazione nasce da un confronto con il gestore a seguito delle osservazioni e dei ricorsi presentati dai residenti della zona di via Baroni, e dalla necessità di individuare un sito anche per un secondo impianto di telefonia richiesto da WindTre, che già a febbraio del 2019 aveva presentato domanda per collocare una stazione radio nella rotatoria tra le vie Presley e Lennon, bocciata dal Comune in quanto si tratta di un’area densamente abitata. A seguito di sopralluoghi con entrambi i gestori, l’area di via San Martino in Riparotta è apparsa in grado di rispondere alle esigenze di cittadini, gestori e amministrazione comunale.  
 

“Questa soluzione trova sintesi tra le varie istanze e i diversi interessi di tutti i soggetti coinvolti - è il commento dell’amministrazione - soprattutto alla luce dello scarso potere d’azione dei Comuni su questa materia, fortemente limitata dalle recenti variazioni normative che vincolano gli enti al rilascio delle autorizzazioni. L’Amministrazione ha percorso la strada della concertazione, trovando un risultato che coniuga le legittime necessità dei gestori alle altrettanto legittime richieste della popolazione andando a minimizzazione l’impatto dei due impianti nel contesto urbano”.