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Prima eroi, ora untori: lo sfogo di un infermiere. Gnassi gli telefona: "Siamo con voi"

Il sindaco di Rimini: "la città è con i medici e il personale sanitario"

Attualità Rimini | 16:20 - 12 Novembre 2020 Prima eroi, ora untori: lo sfogo di un infermiere. Gnassi gli telefona: "Siamo con voi"

Un infermiere di Rimini ha raccontato in un'intervista al Corriere di Romagna di essere stato allontanato da un bar, in un paio di occasioni, in quanto possibile "untore" . Ma non solo: un avventore di un bar ha accusato l'infermiere di essere un "collaborazionista", cioé che il sistema sanitario percepisce guadagni grazie ai ricoveri Covid e che gli infermieri sono in combutta. “Non eravamo eroi ieri, non siamo untori oggi”, ha detto l'infermiere, che oggi (giovedì 13 novembre) è stato raggiunto da una telefonata del sindaco di Rimini Andrea Gnassi. "Siamo tutti con te, Rimini è con voi, con i medici e il personale sanitario, il caffè ve lo offre la città intera", le parole del primo cittadino, che aggiunge: "Per tutti voi le porte del Comune sono e saranno sempre libere e aperte. E simboleggiano le porte aperte di una città che vi è riconoscente e che non vuole essere identificata in una minoranza che non vede o non vuole vedere il servizio fondamentale che state svolgendo per la nostra comunità e per il suo futuro. Credo, anzi ne sono convinto, che oltre a me, ci sarà la fila di baristi pronti ad offrirvi quel caffè".  "Chi ti rifiuta come un infetto c'è, c'è stato e ci sarà, ma non è Rimini, non è la stragrandissima maggioranza di questa città - esorta il sindaco - la Rimini vera, che fa la differenza quando tutto è più duro, esiste, e si stringe attorno a chi più ha bisogno. Siano malati o lavoratori". L'occasione per Gnassi è anche per ricordare ai cittadini di assumersi le proprie responsabilità: "E’ tempo di necessari sacrifici oggi, per scongiurare la zona rossa e il lockdown domani", invitando al rispetto delle nuove misure emanate dalla regione, "per evitare collassi degli ospedali e zone rosse con chiusure permanenti e danni economici gravissimi".