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Troppe Pm10 nell'aria di Rimini: domani scattano le misure emergenziali di contenimento

Sforamenti per tre giorni di fila

Attualità Rimini | 12:24 - 12 Novembre 2020 Troppe Pm10 nell'aria di Rimini: domani scattano le misure emergenziali di contenimento


A seguito della verifica effettuata da ARPAE oggi 12 novembre, individuato quale giorno di controllo, si è evidenziato nel territorio provinciale il superamento continuativo negli ultimi tre giorni del valore limite di polveri sottili Pm10.

Entrano quindi in vigore automaticamente da venerdì 13 novembre e fino al successivo giorno di controllo, le seguenti misure emergenziali, previste dall'ordinanza sindacale:

1 – Ampliamento delle limitazioni alla circolazione dalle ore 8,30 alle ore 18,30 a tutti i veicoli diesel Euro 4.

2 – Obbligo di riduzione della temperatura di almeno un grado centigrado negli ambienti di vita riscaldati (fino a massimo 19°C nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali; fino a massimo 17°C nei luoghi che ospitano attività industriali ed artigianali). Sono esclusi da queste indicazioni gli ospedali e le case di cura, le scuole ed i luoghi che ospitano attività sportive.

3 – Divieto di utilizzo di generatori di calore domestico alimentati a biomassa legnosa (legna, pellet, cippato, ecc), in presenza di impianto di riscaldamento alternativo, con classe di prestazione emissiva inferiore alla classe 4 stelle (così come definite dal Decreto del Ministero dell'Ambiente n.186 del 7 novembre 2017).

4 – Divieto di sosta con motore acceso per tutti i veicoli.

5 – Divieto assoluto per qualsiasi combustione all'aperto (residui vegetali, falò, barbecue, fuochi d'artificio, ecc.).

6 – Divieto di spandimento dei liquami zootecnici.

7 – Potenziamento dei controlli sui veicoli circolanti.


Con il prossimo bollettino, previsto per lunedì 16 novembre, Arpae comunicherà l'eventuale rientro a una situazione di normalità o il mantenimento dell'allerta.
 

Il testo integrale dell'Ordinanza Sindacale, contenente anche le tipologie di autoveicoli ai quali non si applicano le limitazioni alla circolazione, i veicoli oggetto di deroga, nonché i tratti di strada esclusi dalle limitazioni, è pubblicata sui seguenti siti internet: www.comune.rimini.it o www.liberiamolaria.it.
 

Sul sito www.liberiamolaria.it sono pubblicati inoltre tutti i dati relativi alle polveri sottili PM 10 e il Piano Aria Integrato Regionale 2020.


Contro la misura si scaglia Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stell: “L’ennesimo blocco del traffico scattato oggi a Rimini a causa dell’emergenza smog dimostra che si sta facendo troppo poco per cercare di migliorare la qualità della nostra aria. Fino a quando non si ammetterà che si tratta di una vera e propria emergenza, al pari di quella sanitaria e che come tale deve essere trattata, ci troveremo davanti a provvedimenti tardivi e inefficaci. Serve un deciso cambio di passo che deve essere al centro del programma anche della nuova amministrazione comunale di cui si sta cominciando a parlare in vista delle elezioni del 2021. Chiediamo da tempo, per ora inascoltati in Regione, lo stanziamento di incentivi per il rinnovo del parco auto privato di cittadini e imprese, perché le nostre auto incidono ancora per il 40% sulla produzione di ossidi di azoto, rendendo così la nostra aria irrespirabile – aggiunge Piccinini – Servono poi provvedimenti anche per quel che riguarda le attività agricole, molto importanti in particolare nell'entroterra, per cercare di abbassare la produzione di ammoniaca e gas serra senza andare a pregiudicare il lavoro di quel settore. Proposte che vadano al di là dei blocchi del traffico che limitano i danni ma che non servono né a prevenirli e né a curarli né ad aiutare la nostra economia e a renderla sostenibile. Basti pensare alla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea che ha condannato l’Italia per decenni di immobilismo proprio sul fronte della lotta allo smog e all’inquinamento atmosferico. Se non si prende coscienza del fatto che la qualità dell’aria incide in modo considerevole anche sulla nostra condizione sanitaria, non si prenderanno mai dei provvedimenti realmente efficaci: ecco perché servono interventi strutturali e non misure spot. Anche perché le evidenze scientifiche sull’incidenza che lo smog ha sulla velocità della diffusione del Coronavirus dovrebbero ormai aver fatto scattare più di un campanello d’allarme”.