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Tamponi in ritardo e cresce il rischio contagio, boom di segnalazioni anche a Rimini

U.Di.Con. scrive al governatore Bonaccini: "Serve un cambio di passo, test veloci a tutti"

Attualità Emilia Romagna | 10:35 - 12 Novembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Tamponi in ritardo e rischi di contagio troppo alti. L’U.Di.Con. Emilia-Romagna scrive al governatore della Regione Stefano Bonaccini, e all’assessore alla Salute Raffaele Donini per segnalare le decine e decine di criticità arrivate dai cittadini, Rimini compresa.
 

«La nostra associazione sta ricevendo numerose segnalazioni, anche di non associati, costretti ad aspettare l’esito di un tampone per troppi giorni, ma anche di persone che attendono a lungo di essere sottoposti al tampone vero e proprio. Senza contare che se un cittadino è venuto a contatto con una persona positiva deve mostrare i sintomi prima di poter richiedere al proprio medico di base di prescrivergli un tampone», affidandosi in questo caso al buon senso delle persone e alla loro disponibilità - e possibilità - a mettersi in isolamento fiduciario per qualche giorno in attesa di sbrogliare l'impasse. Senza contare che «chi si reca in studi privati perché privo dell'autorizzazione del medico di base è sottoposto a un esborso economico non indifferente e il tutto per non mettere a rischio la salute propria e della comunità di contatti e congiuti. La situazione non può andare avanti così: servono tamponi per tutti, dagli esiti certi e veloci».

L'associazione sollecita un cambio di passo in nome della tutela della salute pubblica: «Non è più il tempo di tergiversare: anche se la sanità sta reggendo, non possiamo permetterci di arrivare alla piena saturazione, occorre agire in fretta prima che la situazione precipiti».