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Crisi Covid: luci spente il sabato per protesta nei negozi di abbigliamento di Rimini

Lo annuncia Zanzini di Federmoda: "Settore al collasso, servono aiuti"

Attualità Rimini | 13:43 - 11 Novembre 2020 Giammaria Zanzini, referente di Federmoda-Confcommercio della provincia di Rimini Giammaria Zanzini, referente di Federmoda-Confcommercio della provincia di Rimini.

I 45 milioni destinati al sistema moda e alla filiera, stanziati dal governo, devono essere almeno moltiplicati per dieci. E' il grido d'allarme di Gianmaria Zanzini, titolare di un negozio di abbigliamento a Rimini, referente di Federmoda-Confcommercio della provincia di Rimini e consigliere nazionale, che descrive uno scenario apocalittico per il proprio settore, invocando anche per i negozi delle zone gialle contributi a fondo perduto, liquidità dalle banche, sospensione degli affitti o una rimodulazione del canone spronando i proprietari ad un abbassamento riducendo le imposte sugli immobili, condono tombale sui versamenti tributari e contributivi e la sospensione delle fatture delle utenze di luce, acqua e gas. Fondamentali anche  «la detassazione o la rottamazione delle rimanenze di magazzino, così come sono urgenti e improrogabili sono la sospensione dei mutui e dei leasing bancari e la prosecuzione della CIGD fino a tutto il 2021». Altrimenti, attacca Zanzini, «non ci sarà più un futuro per queste attività, che presidiano le nostre strade, vie e piazze. La moda non può essere affossata». Zanzini ricorda che con il primo lockdown la merce acquistata dai negozianti è rimasta invenduta in magazzino, la riduzione di socialità del posto lockdown e la ripresa stentata dei consumi hanno fatto il resto. Il referente di Rimini di Federmoda  annuncia la ripetizione della protesta simbolica con lo spegnimento delle luci tutti i sabato: «è l’unico segnale che possiamo dare e andremo avanti finché non ci saranno sostegni concreti».