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Nuove Brigate Rosse, lettera di minacce al sindaco di Rimini e alla città

"Ho segnalato il fatto all’autorità competente ma il clima è brutto, molto brutto, e confuso"

Attualità Rimini | 15:32 - 10 Novembre 2020 Andrea Gnassi, sindaco di Rimini Andrea Gnassi, sindaco di Rimini.


Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha svelato di aver ricevuto una lettera firmata "Nuove Brigate rosse" in cui, spiega il primo cittadino, "si lanciano folli accuse e ancora più folli promesse di atti violenti verso le nostre comunità". La stessa lettera è stata recapitata anche ad altri sindaci di regione quali Michele De Pascale di Ravenna, Alan Fabbri di Ferrara e Gian Luca Zattini di Forlì, oltre che al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

"Ho segnalato il fatto all’autorità competente ma il clima è brutto, molto brutto, e confuso", spiega Gnassi, che chiede uno sforzo a ogni componente della società italiana, assumendo un eccezionale senso di responsabilità: "Governo e Istituzioni garantendo ossigeno alle imprese in difficoltà e sostenendo in ogni modo gli sforzi della sanità, Comuni e territori spalancando ancora di più le loro porte a chi ne ha bisogno, cittadini con i loro comportamenti rispetti della sicurezza”. Sul tema  è intervenuta Emma Petitti, presidente Assemblea regionale, che esprime solidarietà verso il primo cittadino: "Un fatto molto grave, da condannare con fermezza, che rappresenta un’offesa a tutta la nostra comunità. Un abbraccio ad Andrea, che sono certa non si farà intimidire da tali parole, ma continuerà a lavorare con impegno e abnegazione".
 


Le manifestazioni di solidarietà


«La mia totale solidarietà ai sindaci di Ferrara, Forlì, Rimini, Ravenna Modena che hanno ricevuto gravi minacce a firma delle Nuove Brigate Rosse. Siamo di fronte a gesti molto gravi su cui mi auguro siano fatte accurate indagini e immediata chiarezza per stroncare sul nascere eventuali attività eversive e per garantire la tranquillità dei nostri territori». Così il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone.

Si aggiunge anche Silvia Piccinini, capogruppo regionale del M5S: «Solidarietà al sindaco Gnassi. Chi ha il compito di amministrare le nostre città è certamente più esposto ad attirare a sé rabbia e tensioni che derivano anche dal momento particolarmente delicato che stiamo vivendo. Per questo è necessario tenere sempre alta l’attenzione, cercando di isolare gli estremisti e condannando con fermezza episodi come quello di Rimini».

Ferma condanna di Cisl Romagna: «Le minacce ricevute sono totalmente inaccettabili. Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai sindaci, che in una situazione economica e sociale difficile stanno cercando in tutti i modi di aiutare i loro concittadini. Da condannare ogni attacco alle fondamenta democratiche delle nostre Istituzioni, che ci riportano pericolosamente indietro nel tempo. Ora come allora il nostro Paese va difeso insieme, con ritrovata unità, respingendo ogni vile attacco».

Si accoda anche il senatore dei 5 Stelle Marco Croatti: «Esprimiamo la nostra ferma condanna per le minacce ricevute da diversi amministratori in Emilia-Romagna. È intollerabile che in un momento così drammatico per il Paese, queste forze che ormai appartengono ad un oscuro passato tornino a mettere in atto questo tipo di intimidazioni».

«Abbiamo appreso con sconcerto e preoccupazione la notizia», scrive alla stampa il presidente della Legacoop Romagna Mario Mazzotti. «Speravamo di esserci lasciati alle spalle definitivamente un’epoca buia della nostra storia, intrisa di dolore e sofferenza. Purtroppo non è la prima volta che, in un momento problematico per la democrazia, formule e provocazioni di questo tipo tendono a riemergere dagli anfratti più oscuri della clandestinità. Noi cooperatori non ci faremo intimidire e insieme a tutte le forze democratiche della nazione continueremo a dare il nostro contributo di idee e valori in questo periodo così difficile per le nostre comunità».

Si unisce anche la voce del presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini: «Si tratta di atti gravissimi, ancora più spregevoli in un momento così difficile per le nostre comunità, in cui presidenti di Provincia e sindaci stanno facendo di tutto per contrastare l’emergenza sanitaria e per cercare di garantire la tenuta del sistema economico e sociale. Cittadini e istituzioni devono affrontare uniti la battaglia contro il virus, anche per impedire che frange violente si insinuino sempre più nel tessuto sociale. Gesti come questi vanno condannati duramente ed altrettanto duramente perseguiti».

«Anche noi siamo stati anche noi oggetto di attacchi squadristici, le nostre sedi imbrattate di slogan e minacce, che non sottovalutiamo e che abbiamo denunciato alle forze dell'ordine», racconta il segretario territoriale di Ugl Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna Filippo Lo Giudice. «Non ci faremo mai intimidire, non ci piegheremo mai ad atti o parole intimidatorie e chiamiamo le singole comunità e le istituzioni a tenere alta l'alta l'attenzione e a restare unite contro chi propaga violenza verbale o materiale. Nell'attesa che, grazie al lavoro delle forze dell'ordine, si possano individuare al più presto i responsabili di queste minacce».

Anche l'Ugl dell'Emilia-Romagna tramite il segretario regionale Tullia Bevilacqua, esprime la massima solidarietà: «Il nostro sindacato è stato preso di mira con minacce fisiche e scritte minatorie nelle sedi, anche a Bologna, a testimoniare un clima che si sta avvelenando ogni giorno di più. Da condannare ogni attacco verbale o materiale portato da soggetti che pescano nella peggiore violenza ideologica degli anni Settanta tentando di riportare le nostre istituzioni democratiche in quel clima di paura, odio e incertezza che abbiamo tutti vissuto , anche con perdite di vite umane, nei cosiddetti “anni di piombo”. Ma non saranno certo questi messaggi, queste vili minacce, a comprimere i valori della libertà, del confronto e della convivenza tra i cittadini e le istituzioni politiche, economiche e sociali, che la stessa Ugl difende da sempre e ad ogni costo, e a maggior ragione in questa fase storica di emergenza sanitaria particolarmente difficile e delicata per tutti».