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Coronavirus, Gnassi: "Troppi assembramenti, così non va bene"

Il sindaco di Rimini evidenzia: "alle ortiche lo spirito comunitario dei mesi del lockdown"

Attualità Rimini | 15:23 - 10 Novembre 2020 Coronavirus, Gnassi: "Troppi assembramenti, così non va bene"


L'Emilia Romagna in zona gialla, nonostante la crescita dei contagi, grazie alla tenuta del sistema sanitario. In Romagna l'Ausl ha decretato il livello rosso, in base all'occupazione dei letti in ospedale, con l'obiettivo di garantire la cura ai pazienti Covid e nel contempo di proseguire le attività programmate e gli screening. Ma la crescita dei contagi deve essere rallentata, per questo sono in arrivo nuove limitazioni con un'ordinanza regionale, che il governatore Bonaccini varerà in queste ore, dopo aver sentito sindaci e presidenti di Provincia. Il primo cittadino di Rimini, Andrea Gnassi, invita la cittadinanza alla prudenza: "Colore giallo non è scampato pericolo, ma un riconoscimento  al lavoro straordinario che stanno facendo medici, infermieri, il personale sanitario". In particolare "Chiedere comportamenti responsabili, di non concentrarsi nelle strade, nelle piazze o in qualunque altro luogo, serve per non far collassare ospedali, per salvaguardare e non per opprimere. Salute e imprese, con maggiori restrizioni, si vedrebbero ancora più chiuse". Lo scorso weekend alcune zone della città hanno registrato la presenza di tante persone. Gnassi lo evidenzia, nel suo discorso:  "Quanto accade anche nelle nostre città durante il fine settimana fa arrabbiare e testimonia chiaramente come sia finito alle ortiche lo spirito comunitario dei mesi primaverili del lockdown. Il Covid non pare più un problema collettivo ma del singolo che viene contagiato o va in ospedale". Il rischio è "se continuano gli assembramenti", di portare il sistema sanitario alla crisi e quindi di arrivare al lockdown generale: "Non è questione di consigli paternalistici ma di guardare in faccia alla realtà con durezza. Se continuano gli assembramenti, se non si usano neanche i più elementari sistemi di protezione individuale, se continueremo a mettere avanti l’io al noi, il sistema sanitario collasserà".