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L’ultimo saluto di Santarcangelo a Rina Macrelli

La sindaca Parma: "Ha affrontato il Novecento a testa alta"

Attualità Santarcangelo di Romagna | 15:27 - 09 Novembre 2020 La camera artdente di Rina Macrelli La camera artdente di Rina Macrelli.

Diverse persone hanno voluto salutare per l’ultima volta Rina Macrelli, facendo visita alla camera ardente allestita nella sala del Consiglio comunale nella tarda mattinata di oggi (lunedì 9 novembre).

Con queste parole, la sindaca Alice Parma ricorda e saluta Rina Macrelli a nome di tutta la città.

 

“Oggi diciamo addio a Rina Macrelli, una figura centrale per la cultura e la vita pubblica di Santarcangelo nel Novecento, capace di portare la sua vitalità e il suo pensiero ben oltre la nostra città.

Il suo percorso nel mondo dell’arte e della cultura, che definire straordinario è davvero riduttivo, comincia dal cinema alla fine degli anni 50.

A Roma, Rina è prima interprete poi aiuto regista per diversi cineasti francesi e italiani, fino alla collaborazione con Michelangelo Antonioni per “Zabriskie Point” nel 1970.

Nel frattempo la sua attività si estende alla televisione, con una lunga serie di programmi e film per la tv per i quali arriva a scrivere soggetti e sceneggiature, collaborando tra gli altri con Liliana Cavani.

Il 1973 segna invece un momento determinante per Santarcangelo e la poesia dialettale: Rina organizza il “Seminario popolare su Tonino Guerra e la poesia romagnola”, a cui partecipano anche studiosi di fama nazionale e internazionale come Tullio De Mauro e Augusto Campana.

Si tratta di un momento cruciale nella valorizzazione di quel patrimonio linguistico e culturale che ancora oggi fa parlare di sé in Italia e nel mondo.

Di quell’esperienza irripetibile, scherzosamente battezzata “E' circal de' giudéizi” dai santarcangiolesi, Rina fa parte fin dall’inizio insieme a Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti, Flavio Nicolini e Gianni Fucci, tra gli altri.

Rina incoraggia e sostiene Pedretti e Baldini, “scopre” Giuliana Rocchi, cura la prima raccolta di Fucci, traduce in dialetto i poeti della beat generation e il “Miles Gloriosus” di Plauto.

Nel 2012 ha ritirato insieme a Fucci e Nicolini l’Arcangelo d’Oro conferito dall’Amministrazione comunale al “Circolo del Giudizio”, definito nell’occasione una “fucina di innovazione e creatività artistica che da Santarcangelo ha alimentato e alimenta la cultura romagnola e italiana”.

Nel 2019, in occasione dei suoi 90 anni, abbiamo voluto dedicarle la quarta edizione della rassegna “Votes for women!”, per rendere omaggio al suo impegno per i diritti delle donne.

Rina infatti aveva collaborato attivamente con il movimento femminista, oltre a scrivere nel 1981 il saggio “L'indegna schiavitù”, su Anna Maria Mozzoni e la sua lotta contro la prostituzione di Stato a fine Ottocento.

La sua forza, la sua sagacia e la sua ironia non l’anno mai abbandonata, accompagnandola fino agli ultimi anni della sua vita in cui ho avuto il piacere e la fortuna di conoscerla.

Il nostro primo incontro risale al momento della mia candidatura a sindaca, nel 2014. Ricordo che, andata a trovarla, mi chiese di dove fossi.

Io le dissi che ero di Santarcangelo, “Abito di là dal fiume”, e lei: “Ah ma allora non sei di Santarcangelo!”, esclamò con quel sorriso furbo tipico di chi sa fare battute.

E poi l'ultima volta, quando io e la vice sindaca Fussi siamo andate a trovarla al Valloni.

Noi le chiedevamo di lei, della sua vita, della rivista che curava per gli ospiti della struttura e del libretto al quale stava lavorando con i suoi ultimi scritti.

E lei invece ci ha guardate poi ha detto: “Ragazze, siete donne, siete belle, dovete crederci!”.

E io me la sono immaginata pronunciare con quello stesso tono, con quella stessa convinzione, gli slogan per i diritti delle donne alle manifestazioni femministe, che per me sono rappresentate da quella foto bellissima dove si vede Rina in corteo insieme a Flavio Nicolini.

Questa – per me, ma credo anche per i tanti che l’hanno conosciuta prima – è stata Rina Macrelli: un’intellettuale raffinata, un’anticipatrice in ambito artistico e culturale, una donna lucida, attiva e determinata, capace di affrontare a testa alta quel Novecento che le deve tanto, non solo entro i ristretti confini di Santarcangelo.

Ciao Rina, e grazie di tutto”.