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Futsal: Danimarca avanti, a San Marino mancano i gol ma non la qualità

La nazionale del Titano sconfitta 2-0

Sport Repubblica San Marino | 16:03 - 08 Novembre 2020 La formazione di San Marino (foto FSGC) La formazione di San Marino (foto FSGC).

L’appuntamento con la storia, per la Nazionale di futsal di San Marino, passa dalla Spar Nord Arena di Slagelse. I padroni di casa partono dal 2-1 ottenuto al Multieventi e – con qualche cambio rispetto al gruppo partito ad inizio settimana per il Titano – non approccia certo con l’intenzione di speculare sul successo dell’andata.

Pressing alto e intenso per gli uomini di Saabye, pericolosi in avvio con Hansen: sugli sviluppi di una rimessa contestata, Falck è il più lesto ad armare il destro del compagno che chiama in causa Protti. L’estremo sammarinese bissa sulla rimessa in campo successiva, allungando in angolo di piede. San Marino predilige la verticale alla ricerca di Busignani, che si fa vedere con un intercetto a metà campo che schiude ad una ripartenza non finalizzata. Di là la Danimarca per poco non passa con un flipper propizio che sembrava poter liberare Hansen e Falck in piena area: attento e decisivo Moretti, che chiude tutto e tutti.

Sono i biancorossi a fare la partita, ma San Marino lavora piuttosto bene sulle linee di passaggio e regge alla grande l’uomo contro uomo. Tanto che le situazioni di pericolo arrivano su conclusioni deviate, più che da azioni manovrate. Lo spartito tattico impostato da Osimani è perfettamente interpretato da quintetti coinvolti e tiene pienamente in partita i Titani, a caccia di un successo che possa valere il passaggio del turno contro pronostico. Nel miglior momento dei Titani, la Danimarca sfiora il vantaggio liberando la corsia di destra alle spalle di Cupi, per proporre con Hansen un pallone sul secondo palo che Veis – tutto solo – non riesce a convertire nel punto dell’1-0. Poco più tardi ci prova anche Laursen da ghiotta posizione, ma – vuoi il rimpallo che l’ha liberato, vuoi l’inatteso pallone sul piede meno congeniale – il suo piattone macino non inquadra lo specchio.

San Marino replica poco dopo lo scoccare di metà frazione con due rimesse consecutive a liberare la conclusione mancina di Pasqualini: ribattuta la prima, alta la seconda. Di lì a poco ci riprova Laursen, stavolta col destro e della distanza, chiamando Protti al grande intervento di piede. I Titani dimostrano di avere coraggio ed attributi e Michelotti li mette entrambi alla causa biancoazzurra quando va a respingere con il basso ventre la conclusione dal limite di Veis. Peccato per la seguente ripartenza, con l’anticipo di Moretti che innesca un tre contro due mal gestito da Busignani che fallisce il controllo in corsa dovendo spendere un giallo per negare il successivo ribaltamento di fronte danese. Brivido al 14’, con il fendente di Busignani su cui Moretti non riesce ad intervenire per centimetri.

La miglior opportunità per San Marino arriva a 15’01”, quando il retropassaggio di Hansen per Veis prende in contro tempo quest’ultimo liberando la ripartenza in campo aperto di Mattioli. Costretto sul destro, la sua puntata viene deviata lateralmente da un attento Andersen che vince l’uno contro uno. Sulla successiva rimessa laterale, Belloni libera un gran destro che incoccia sul montante sinistro della porta danese. Prima del time-out di Osimani, bel piede perno di Jorgensen che libera il mancino sul corpo di Protti. Ad uscire meglio dal time-out è però la Danimarca che sfrutta un momento di passività sammarinese, concretizzatasi nella concessione di una gestione senza pressione a Lucht che libera l’inserimento vincente di Laursen. Bravo a battere in velocità Mattioli, il suo piattone non lascia scampo a Protti. Immediata la replica biancoazzurra, con Busignani che intercetta un passaggio di capitan Lucht e incrocia col destro – trovando il miracoloso intervento di Andersen –. Prima dell’intervallo anche il suo omologo Protti si disimpegna con una grande risposta, allungando la conclusione da due passi e a botta sicura di Falck.

Come mercoledì sera a Serravalle, la Nazionale di San Marino guadagna la via degli spogliatoi sotto nel punteggio Rispetto alla gara d’andata però, dopo venti minuti giocati con grande personalità e discreta produzione offensiva – purtroppo non capitalizzata nei momenti chiave –. L’unico vero calo di tensione è poi costato lo 0-1, che non cambia nulla nel computo del risultato da ottenere per il superamento del turno in senso assoluto. Quello relativo comporta la consapevolezza di non poter più concedere nulla agli avversari per tenere aperto lo spiraglio in cui San Marino vuole inserirsi.

Nella ripresa San Marino ci prova subito con una punizione dalla distanza di Busignani che schiude a due consecutive laterali, la seconda delle quali intercettata direttamente da Andersen che lancia la ripartenza danese che – passata da un rimpallo su Moretti – termina con la zampata fuori misura di Veis. Decisamente più pericoloso Jorgensen allo scadere del 24’, con un collo interno mancino che si infrange sulla traversa di Protti. Poco più tardi, con un pizzico di fortuna, è Franciosi a rischiare di rimettere tutto in parità: la sua rimessa laterale – deviata – assume una traiettoria che scavalca Andersen e viene sputata fuori dalla porta dal monumentale salvataggio di Laursen, che evidentemente ha un credito con quella porta. La prima parata di Protti nella ripresa arriva nel corso del quinto minuto, sulla punizione di Jorgensen – rispinta di pugno –.

San Marino deve alzare il baricentro, esponendosi inevitabilmente a qualche ripartenza danese. Pazzesca quella che al 27’ manda in porta Hansen: il pivot di casa vince due tre rimpalli e si presenta davanti a Protti, che lo mura col corpo. Il raddoppio arriva poco dopo ed è merito dello stesso Hansen, bravo a liberarsi in corsia e – battuto Pasqualini in isolamento – a proporre al centro per El-Ouaz che indovina il diagonale chirurgico per il 2-0. La Danimarca prende fiducia e di lì a poco smarca nuovamente Hansen dietro alla linea difensiva sammarinese: il pallonetto dell’offendente viene intercettato da Protti in uscita; con le mani e fuori area secondo Mladenovski, che concede punizione dal limite e provvede ad ammonire l’estremo biancoazzurro. Lo schema su piazzato non genera pericoli.

Superato il fisiologico colpo emotivo, San Marino torna a macinare gioco facendosi vedere al 29’ con Mattioli che salta secco Lucht e mette al centro un gran pallone senza però essere accompagnanto da compagni in questa proiezione offensiva. Il laterale della Virtus pare quello con le idee più chiare in questa fase, spezzando un raddoppio in fascia e liberando poi un gran sinistro respinto da Andersen. Poco dopo metà frazione, San Marino raggiunge poi il bonus di cinque falli, l’ultimo speso da Belloni per fermare Habibi sull’out di destra.

I Titani giocano uomo su uomo e a tenere in linea di galleggiamento i compagni ci pensa Protti, che al 24’ neutralizza Hansen arrivato a colpire da due passi. Sulla ripartenza Pasqualini si libera in poizione centrale, mandando a vuoto El-Ouaz con una finta prima di calciare sporco col destro. La grandissima occasione della ripresa capita sul mancino di Belloni, abile a girarsi spalle alla porta per poi sparare a salve col mancino dal cuore dell’area di rigore, scheggiando il montante di Andersen. I Titani si riversano in avanti con coraggio e sulla serie di duelli individuali generati, dimostrano di poter dire la propria in entrambe le metà campo. Purtroppo San Marino non riesce a trovare la via della rete – largamente meritata nel corso della sfida di Slagelse e solo sfiorata con Pasqualini portiere di movimento nel finale.

Non è arrivato il miracolo in terra danese, ma la risposta della Nazionale di futsal di San Marino è stata di altissimo livello. Non solo i Titani hanno ostentato ulteriori passi in avanti, tutt’altro che scontati per una realtà fatta di giocatori dilettanti – in molti casi lavoratori – ed alle prese con mesi complessi, anche in termini di preparazione, a causa della pandemia. Che c’è per tutti, ma che per preparare un impegno internazionale certo crea meno problematiche negli ambienti professionistici. San Marino ha anche dimostrato di poterci stare a questi livelli e che quanto ottenuto a Varna lo scorso febbraio, altro non è che un ennesimo innalzamento dell’asticella - non un risultato casuale –. Confermarsi sarà la prossima sfida di questo gruppo, che vuole e può farlo già in vista delle qualificazioni ai Mondiali del 2024. Come testimoniano le lacrime che hanno scalfito i visi dei giocatori al triplice fischio: non semplice tensione emerse in superficie, ma cartina tornasole della consapevolezza maturata da questi ragazzi di poter dire la propria in determinati contesti. Che se vogliamo – alla luce della storia e dei risultati ottenuti - è la più grande vittoria.