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Mercato del lavoro, cresce la disoccupazione: situazione difficile nel riminese

Focus provincia di Rimini: ultimi aggiornamenti relativi all’anno in corso

Attualità Rimini | 13:43 - 06 Novembre 2020 Dati sul lavoro Dati sul lavoro.


Sulla base dei dati grezzi ISTAT del 2° trimestre 2020, elaborati dal Sistema Camerale regionale, considerati come media annua degli ultimi 4 trimestri (dal 3° trimestre 2019 al 2° trimestre 2020), l’aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) presenta dinamiche lavorative che, per gli effetti della pandemia, come prevedibile, sono peggiorati rispetto al periodo aprile-giugno 2019. A fronte, infatti, di un tasso di attività (forze lavoro / popolazione in età lavorativa) che è rimasto sostanzialmente stabile, si riscontrano diminuzioni del tasso di occupazione (occupati / popolazione in età lavorativa) e incrementi del tasso di disoccupazione (persone in cerca di occupazione / forze lavoro), sia totale sia giovanile.

Nel dettaglio, il tasso di attività 15-64 anni si assesta al 73,8% (73,9% nel 2° trimestre 2019), il tasso di occupazione 15-64 anni al 68,4% (era il 69,1%), il tasso di disoccupazione totale al 7,2% (dal 6,3%) e quello giovanile 15-24 anni al 26,8% (dal 17,5%). In particolare, la situazione lavorativa dei giovani, con un relativo tasso di disoccupazione, nel 2° trimestre di quest’anno, fa segnare un aumento di ben 9,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel confronto con Emilia-Romagna e Italia, i tassi di occupazione e disoccupazione risultano lievemente peggiori dei dati regionali (rispettivamente, 69,6% e 5,3%) ma nettamente migliori di quelli nazionali (rispettivamente, 58,6% e 9,0%).

In termini numerici, a livello tendenziale, nell’area Romagna si assiste ad un calo degli occupati dell’1,4% (326.328 unità nel 2° trimestre 2020) e a un aumento dei disoccupati del 13,2% (25.182 unità); in crescita anche gli “inattivi”, cioè coloro che non cercano più attivamente un lavoro, dell’1,3% (280.485 unità).

I dati relativi alla Cassa integrazione guadagni sono la rappresentazione più immediata della criticità della situazione: +1.771% le ore di CIG autorizzate nel periodo gennaio-settembre 2020, rispetto ai primi nove mesi del 2019, per un totale di 32,2 milioni di ore, di cui il 71,0% di CIG ordinaria, il 27,0% di CIG in deroga e il 2,0% di CIG straordinaria; in merito ai settori, a soffrire maggiormente sono, nell’ordine, il manifatturiero, con il 57,7% del totale delle ore autorizzate, il commercio, con il 15,6%, e le costruzioni, con l’8,9%. L’incremento della cassa integrazione nell’aggregato Romagna risulta superiore a quello che si verifica sia in Emilia-Romagna (+1.597,0%) sia in italia (+1.109,8%).

I dati “destagionalizzati” relativi ai rapporti di lavoro dipendente mostrano un saldo negativo tra attivazioni e cessazioni lavorative per il periodo marzo-giugno 2020 (-12.665 unità) mentre, complice la ripresa delle attività legate al commercio e al turismo, si riscontra un saldo positivo nel mese di luglio (+4.951 unità).

.Il Mercato del lavoro: focus provinciale Rimini 

I dati grezzi ISTAT del 2° trimestre 2020, elaborati dal Sistema Camerale regionale, considerati come media annua degli ultimi 4 trimestri (dal 3° trimestre 2019 al 2° trimestre 2020), per la provincia di Rimini rilevano, rispetto al periodo aprile-giugno 2019, decrementi del tasso di attività (forze lavoro / popolazione in età lavorativa) e di occupazione (occupati / popolazione in età lavorativa) e aumenti del tasso di disoccupazione (persone in cerca di occupazione / forze lavoro), sia totale sia soprattutto giovanile.

Nel dettaglio, il tasso di attività 15-64 anni si assesta al 71,9% (73,6% nel 2° trimestre 2019), il tasso di occupazione 15-64 anni al 64,8% (era il 67,6%), il tasso di disoccupazione totale al 9,6% (dal 7,8%) e quello giovanile 15-24 anni al 34,3% (dal 21,5%). Situazione lavorativa dei giovani difficile, quindi, con un relativo tasso di disoccupazione che, nel 2° trimestre di quest’anno, fa segnare un aumento di 12,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel confronto territoriale, i tassi di occupazione e disoccupazione provinciali risultano peggiori dei dati regionali (rispettivamente, 69,6% e 5,3%); più alto anche il tasso di disoccupazione rispetto al dato Italia (9,0%) mentre il tasso di occupazione è migliore dell’analogo nazionale (58,6%). In termini numerici, a livello tendenziale, in provincia di Rimini si assiste ad una diminuzione degli occupati del 4,1% (144.642 unità nel 2° trimestre 2020) e un aumento dei disoccupati del 19,7% (15.377 unità); in crescita anche gli “inattivi”, cioè coloro che non cercano più attivamente un lavoro, del 3,9% (132.359 unità). 

I dati relativi alla Cassa integrazione guadagni sono fortemente negativi: +1.339,2% le ore di CIG autorizzate nel periodo gennaio-settembre 2020, rispetto ai primi nove mesi del 2019, per un totale di 14,2 milioni di ore, di cui il 62,5% di CIG ordinaria, il 35,1% di CIG in deroga e il 2,4% di CIG straordinaria; in merito ai settori, a soffrire maggiormente sono, nell’ordine, il manifatturiero, con il 48,2% del totale delle ore autorizzate, il commercio, con il 20,5%, e le costruzioni, con l’8,7%. L’incremento della cassa integrazione provinciale risulta inferiore a quella che si verifica in Emilia-Romagna (+1.597,0%) e superiore a quella che si riscontra in Italia (+1.109,8%).

I dati “destagionalizzati” relativi ai rapporti di lavoro dipendente mostrano un saldo negativo tra attivazioni e cessazioni lavorative per il periodo marzo-giugno 2020
(-7.980 unità) mentre, complice la ripresa delle attività legate al commercio e al turismo, si riscontra un saldo positivo nel mese di luglio (+3.675 unità).