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Nel campo legale si nascondeva la marijuana illegale: sequestrati oltre 23 chili di prodotto

La produzione era in regola con le certificazioni sulla coltivazione della canapa, ma dai controlli sono emersi valori di Thc ben oltre il limite

Cronaca Rimini | 12:07 - 06 Novembre 2020 Il bottino della Guardia di finanza Il bottino della Guardia di finanza.


Avevano attrezzato un intero seminterrato a magazzino per l’essiccazione della cosiddetta cannabis “light”, quella che secondo la normativa vigente dovrebbe sottostare a certi valori di THC per poter essere immessa sul mercato come prodotto agricolo. Ma la Guardia di finanza di Rimini, nonostante le carte in regola con la normativa che disciplina la coltivazione della canapa a livello industriale, in quanto proveniente da varietà certificate iscritte negli appositi registri, ha deciso di vederci chiaro. I test in laboratorio hanno poi confermato il sospetto iniziale, suscitato dall'olfatto: alcuni campioni hanno presentato valori di tetraidrocannabinolo vicini al 7 per cento, laddove il limite massimo è pari a 0,6.

È scattata così l'operazione "Smoking off" con la perquisizione nelle abitazioni e nei locali dei due soggetti, con il conseguente sequestro della produzione individuata, pari a 19 mila cime con infiorescenze di piante di marijuana, 1500 rami con infiorescenza già raccolte e stoccate per l’essicazione e 27 piante, per oltre 23 chili di cannabis già essiccata, più 4 grammi di funghi allucinogeni. I due soggetti sono indagati a piede libero dalla procura della repubblica di Rimini per il reato di produzione e coltivazione di canapa indiana e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.