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Coronavirus e nuove difficoltà, in otto mesi la Caritas ha aiutato quasi 1200 persone

Presentato il report sulle attività 2020: il 20 per cento sono ritorni dovuti alle conseguenze economiche della pandemia

Attualità Rimini | 13:21 - 05 Novembre 2020 Foto di marzo 2020 Foto di marzo 2020.


La Caritas diocesana di Rimini ha presentato giovedì mattina un importante report dell'attività svolta nel corso del 2020 e delle implicazioni causate dal dilagare della pandemia da coronavirus. Un momento di analisi e restituzione di dati al quale hanno preso parte il direttore Mario Galasso, il vescovo Francesco Lambiasi, la curatrice del report Isabella Mancino e la vicesindaca con delega al sociale Gloria Lisi.

 

Analisi dei numeri

 


Da gennaio ad agosto 2020 la Caritas diocesana ha incontrato 1170 persone di cui 1048 nel servizio mensa/distribuzione pasti d’asporto e 122 nel “giro nonni” (consegna pasti a domicilio).

La maggior parte delle persone incontrate si erano già rivolte alla Caritas in passato, nonostnate ben il 20 per cento non tornasse in Caritas da più di 5 anni, pertanto era riuscito a superare le proprie difficoltà, ritrovandosi in situazione di nuovo bisogno a causa della pandemia. Se si analizzano le caratteristiche anagrafiche di questa fetta, si riscontra che tra coloro che erano riusciti ad uscire da una situazione di povertà ci sono le donne, le persone tra i 45 e i 64 anni, un maggior numero di stranieri (in particolar modo: rumeni, ucraine, senegalesi e russe).

Se si considerano le persone “nuove” (3 su 10), cioè quelle che mai, prima del 2020, si erano rivolte alla Caritas, si riscontra un aumento di uomini (addirittura l’85% nel periodo giu-ago), un aumento di giovani tra i 25-34 anni (pari al 26,2% tra giu-ago) e una presenza maggiore di 45-54enni (pari al 25,5% tra giu-ago). Un’altra caratteristica interessante dei “nuovi” è l’aumento degli italiani: tra gennaio e febbraio erano il 29,6%, tra marzo e maggio addirittura il 39,6% e tra giugno e agosto il 34,5%. 

Rispetto agli stranieri si è riscontrato un aumento di peruviani (soprattutto tra gennaio e maggio dove hanno raggiunto il 13% di tutte le persone incontrate per la prima volta); un aumento di ucraine nel periodo tra marzo e maggio, pari al 9,4% (per la maggior parte badanti che avevano perso il posto di lavoro e faticavano a trovarne un nuovo, alcune da poco rientrate in Italia dopo aver trascorso il locdown in patria); un aumento di marocchini e tunisini nel periodo estivo, pari rispettivamente al 22,3% e al 5% delle persone “nuove” (tra i quali diversi giovani sprovvisti di documenti). 

Il 58,6% degli italiani sono senza dimora, il 15% dei quali con residenza a Rimini. Resta  dunque elevato il numero delle persone prive di alloggio: sono oltre 630 i senza dimora, di cui 146 che si sono rivolti alla Caritas, per la prima volta, nel 2020 (tra questi il 40% è italiano). 

Se si considerano le professionalità infine il 35,5% era impegnato nel settore turistico, il 18% in azienda, il 9% nel settore edilizio, l’8% come imbianchino, elettricista, idraulico, il 6% nell’agricoltura, il 6% come badante ed il 4% come imprenditore. I dati evidenziano che gli italiani in situazione di povertà provengono da diverse estrazioni sociali anche se, la maggior parte, ha titoli di studio bassi che fanno presupporre di essere cresciuti in famiglie non abbienti. Il 47,5% ha solo la licenza media, il 18,2% un diploma professionale, il 10,5% addirittura la sola licenza elementare e l’1,5% la laurea.


 

Analisi dei servizi
 

A partire da aprile le persone in mensa sono aumentate gradualmente, nonostante la forte diminuzione dovuta al locdown nel mese di marzo che ha bloccato la mobilità. Se si considerano i pasti giornalieri, si è passati da una media di novanta pasti  nei primi mesi dell’anno a 125 e poi 130 nei mesi estivi.

Per quanto riguarda il "giro nonni", a gennaio in media venivano servite 43 persone, mentre a partire da marzo il numero è iniziato a crescere, fino a toccare il picco di 105 persone il 18 maggio. Ha superato le 140 tra il 25 luglio e il 4 agosto in quanto, su richiesta del Comune, sono stati serviti i pasti a dei senegalesi senza dimora che vivevano in un albergo abbandonato ed erano in quarantena perché alcuni di loro erano risultati positivi al tampone. C'è stata quindi una fase in cui oltre al servizio a domicilio per gli anziani, la Caritas si è anche attivata nei confronti di persone positive e in quarantena che non avevano nessuno che potesse assisterli. Dal 16 aprile, grazie ai giovani in servizio civile, le persone sono anche state contattate telefonicamente per offrire compagnia e aiuto in caso di particolari necessità. A questi si sono aggiunte anche 15 persone seguite dal Centro salute mentale, abituate a rivolgersi alla mensa dell’ospedale e che, da maggio, ricevono invece il pasto a domicilio attraverso la cooperativa La Ginestra.

Un numero così importante di risposte non sarebbe stato possibile se non ci fossero stati numerosi volontari a mettere a disposizione il proprio tempo, operatori che si sono messi in gioco anche svolgendo mansioni diverse da quelle consuete, cuochi che hanno preparato anche menù variegati pur di offrire una “consolazione” alla solitudine, almeno attraverso il palato.

Le innumerevoli donazioni di alimenti, di prodotti per l’igiene, di mascherine, ma anche economiche che aiutato a coprire le numerose necessità emerse. Per non parlare delle reti di aiuto: i ragazzi del Team Bota, assieme a Rimini Rugby ed Agesci che hanno portato le spese a domicilio a coloro che non potevano andare al supermercato perché persone appartenenti alle categorie fragili; il catering della Summer Treade che ha preparato pranzo e cena il giorno di Pasqua; la Protezione Civile, l’Agesci, la Papa Giovanni, i gruppi giovani delle parrocchie e i liberi cittadini che hanno aiutato nelle raccolte alimentari e nelle consegne di pacchi viveri a domicilio e tanti altri che sono menzionati nella pagina (…), una vera e propria rete di solidarietà, per essere vicini a coloro che erano maggiormente in una situazione di bisogno.


 

Gli interventi del 2020



Colloqui    743
Pasti in mensa e d’asporto    27.177 (di cui da asporto 21.160)
Pasti a domicilio    17.098
Pasti per gli ospiti interni    19.514
Docce    690
Vestiti    275
Visite mediche    133
Farmaci    291 confezioni