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Didattica digitale, all’Emilia Romagna 5,5 milioni  per tablet, pc e connessioni

Ripartiti i fondi del ‘Decreto Ristori’, 534 gli Istituti finanziati 

Attualità Emilia Romagna | 10:02 - 04 Novembre 2020 La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.


Il 2 novembre la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha firmato il decreto che assegna alle scuole 85 milioni di euro per la didattica digitale integrata stanziati attraverso il decreto Ristori. All’Emilia Romagna sono state assegnate risorse pari a 5 milioni 500 mila  euro ripartite su 534 Istituti.I fondi serviranno per l’acquisto di dispositivi digitali e strumenti per le connessioni da fornire in comodato d’uso agli studenti meno abbienti. 

Gli 85 milioni sono stati distribuiti tenendo conto del numero di alunni di ciascun istituto e dell’indicatore Ocse Escs che consente di individuare le scuole con un contesto di maggiore disagio socio-economico e dove sono meno diffuse le dotazioni digitali. Lo stesso parametro era stato utilizzato a marzo per la distribuzione delle risorse per la didattica digitale previste dal decreto ‘Cura Italia’. 

Grazie ai finanziamenti assegnati da marzo, sono stati già 432.330 i dispositivi acquistati a livello nazionale e oltre 100mila le connessioni. Ulteriori strumenti saranno resi disponibili attraverso specifici avvisi a valere sulle risorse PON che consentiranno il noleggio di supporti didattici digitali per questo anno scolastico e grazie anche a un decreto da 3,6 milioni, firmato il 27 ottobre dalla ministra dell’Istruzione, che garantirà la connessione e, quindi, la didattica digitale integrata, a studentesse e studenti delle scuole di secondo grado che ne sono ancora privi. Si ricorda, infine, che le scuole hanno acquistato device e tecnologie anche con i 331 milioni di euro erogati direttamente agli Istituti per la ripartenza di settembre. Le scuole hanno poi in dotazione nei loro laboratori 1,2 milioni di dispositivi che sono stati già messi a disposizione degli studenti durante la prima fase dell’emergenza sanitaria.