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Il mondo della cultura riminese progetta la ripartenza, tante le ipotesi sul tavolo

Dal riadattamento di spettacoli e progetti culturali ad agevolazioni nella fruizione degli spazi

| 18:39 - 02 Novembre 2020


Il Comune si affianca agli artisti, alle associazioni e alle tante realtà culturali di Rimini per alimentare il fuoco creativo della città e sostenere concretamente i lavoratori del settore, mettendoli nelle condizioni di poter continuare a produrre arte e cultura. Le difficoltà ma soprattutto le prospettive per il futuro di uno dei settori tra i più colpiti dalle restrizioni dovute alla pandemia sono state al centro nella videoconferenza organizzata lunedì pomeriggio e che ha chiamato a raccolta oltre una trentina di esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo della città per un confronto con il sindaco Andrea Gnassi e l’assessore alla cultura Giampiero Piscaglia.

Tre sono i principali assi di intervento proposti e sui quali l’amministrazione si appresta a lavorare:

  1. rinnovata edizione del progetto “E la chiamano Rimini”, ripensata nel format e nelle modalità.
  2. sostegno da parte del Comune per il completamento o il riadattamento di spettacoli e progetti culturali pensati prima del lockdown;
  3. agevolazioni nell’utilizzo degli spazi con l’abbattimento dei costi fissi e valorizzazione del teatro Novelli quale hub creativo.  


Un primo raggruppamento riguarda tutto il mondo della musica d’autore che può contare su un tessuto di creatività artistica in grado di attivare diverse professionalità. “Pensiamo di proporre una nuova avventura creativa, sull’esperienza densa di suggestioni non solo simboliche di ‘E la chiamano Rimini’ – Un progetto che va ripensato nelle sue modalità e nel format, ma che contiene diverse componenti: ha una valenza identitaria forte, prefigura una proiezione verso il futuro prossimo quando i concerti saranno nuovamente possibili dal vivo, consente un sostegno ai musicisti, organizzatori e tecnici che ci lavorano oggi e lo faranno in futuro con lo sviluppo del progetto”. Del progetto faranno parte anche gli esercenti cinematografici già quest’estate riuniti - in un esperimento unico per il territorio - per la programmazione estiva dell’arena all’aperto.

Il mondo del teatro della danza e del cinema hanno specificità molto diversificate, un arcipelago creativo verso il quale le programmazioni musicali, teatrali e cinematografiche dell’amministrazione hanno diverse forme di collaborazione, alcune già in corso e altre che si possono prevedere, sempre con lo sguardo verso la ripartenza, con il sostegno attraverso la collaborazione su progetti e non con sussidi. Andranno previsti per questo incontri diretti con i soggetti interessati.

Il teatro Novelli sarà tra gli spazi messi a disposizione degli artisti che vorranno sviluppare i propri progetti. Il Comune sta studiando anche modalità di sostegno per i costi fissi degli spazi culturali e sale cinematografiche attualmente in carico a associazioni e soggetti, in linea con quanto è avvenuto per altre categorie economiche.

 “Siete una parte importante della traiettoria che la città ha voluto intraprendere in questi anni – ha sottolineato il sindaco Andrea Gnassi rivolgendosi agli artisti – una città che ha puntato e investito sulla cultura come uno degli assi strategici delle proprie scelte amministrative. Attraverso questi investimenti abbiamo dato alla città una dotazione di spazi per la cultura fino a poco tempo fa inimmaginabile: la piazza sull’acqua, le sale del Teatro Galli, il giardino del Museo, l’arena Francesca da Rimini, a breve piazza Malatesta. Motori che hanno bisogno di benzina verde, di progetti, di produzioni che abbiano qui le radici ma che guardino al mondo. Dobbiamo trasformare questo momento drammatico che sta attraversando il Paese in un’occasione di incontro, scambio e di produzione, per creare un network che potrà trovare anche nel teatro Novelli una sede creativa. L’incontro di oggi è un segnale per dire che il Comune può affiancare il mondo della cultura e dello spettacolo per il rilancio. Come Anci inoltre stiamo lavorando affinché il settore abbia uguali riconoscimento e coperture degli altri comparti produttivi del Paese”.  


“Dietro la creazione e l’organizzazione degli eventi culturali e delle istituzioni culturali esiste un mondo diversificato di soggetti che hanno pagato per primi un prezzo alto fin dalla prima chiusura del marzo scorso – sottolinea l’assessore Giampiero Piscaglia – Penso in particolare ai soggetti in condizione di precarietà, già in difficoltà prima della pandemia e duramente colpiti dopo la chiusura di marzo e con quella in corso, per i quali è urgente che lo Stato si predisponga una rete di protezione il più possibilmente estesa. E non si tratta solo di soldi: in ballo c’è la dignità di un lavoro che va riconosciuto al pari degli altri, un lavoro che crea ricchezza, non solo economica, e non appartiene semplicemente alla sfera dell’intrattenimento.  Limitandosi agli interventi di sostegno economico, da marzo ad oggi qualcosa lo Stato ha fatto: la cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, i contributi ai singoli e alle aziende e associazioni piccole o grandi (anche a quelle che non sono finanziate dal FUS), i mille euro per tutti i lavoratori autonomi e intermittenti, i contributi e crediti di imposta per le aziende del mondo dello spettacolo e gli organizzatori di eventi. Allo stesso tempo è necessario guardare avanti, al futuro prossimo, con interventi che siano proiettati verso la ripartenza. Ed è in questa direzione che il Comune, affiancando gli interventi del Governo e della Regione, può intervenire rafforzando azioni già realizzate e mettendone in atto di nuove, incoraggiando la realizzazione di progetti che guardino avanti, alla ripresa. Quello odierno è solo il primo di una serie di incontri, che coinvolgerà anche altri soggetti, per accogliere contributi e proposte”.