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L'importanza degli anziani, dall'attivismo sociale e solidale al sostegno della rete familiare

Il pensiero di Gloria Lisi verso i 27 mila 500 over 70, il 18 per cento della popolazione residente

Attualità Rimini | 14:53 - 02 Novembre 2020 La vicesindaca Gloria Lisi La vicesindaca Gloria Lisi.


Il tweet poco equilibrato con cui il presidente della Liguria Giovanni Toti ha definito gli anziani "non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelati" ha scatenato reazioni trasversali, compresa quella dell'assessora alla protezione sociale di Rimini Gloria Lisi, che nel suo comune ne rappresenta 27 mila e 500 (circa il 18 per cento dei 148 mila residenti, ndr), di cui 2300 non autosufficienti. «Gli anziani non solo sono indispensabili, ma rappresentano anche una parte attiva e produttiva importante della nostra comunità. Ogni giorno svolgono attività indispensabili per la nostra comunità e lo fanno grazie al loro impegno nell’associazionismo e nel volontariato, ma anche sostenendo carichi famigliari importanti, ad esempio con i nipoti, e permettendo a tanti adulti di recarsi ogni giorno al lavoro. Gli anziani sono tra l’altro una categoria molto diversificata che comprende al suo interno persone con caratteristiche, potenzialità e bisogni assai diversi.  Già dai numeri è evidente come la stragrande dei nostri anziani siano persone ancora attive e pienamente coinvolti in famiglia e nella società. Abbiamo sessantacinquenni, settantenni ma anche ottantenni che, prima del Covid, entravano ogni giorno nelle scuole per insegnare i segreti delle coltivazioni, dell’artigianato, che accompagnano tuttora i nostri figli con i piedibus, che tengono aperti centri di aggregazione e di socializzazione di quartiere tramite i Civivo, che servono nelle mense e portano il loro aiuto ai più bisognosi della città tramite le associazioni di volontariato. Non è possibile quantificare la produttività del loro impegno, ma senza questo contributo ogni comunità, quartiere, famiglia si troverebbe improvvisamente più povera, anche economicamente. Non facciamone allora una questione di età, perchè spetta proprio alle istituzioni garantire a tutti, indipendentemente dall'età e dalla capacità produttiva, il diritto di non essere lasciati soli, di sentirsi protetti e  parte della società».