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Il 31 ottobre 1993 ci lasciava Federico Fellini: il ricordo nell'anno del centenario dalla nascita

Sono passati 27 anni ma il segno lasciato dal maestro del cinema riminese è ancora vivo

Attualità Rimini | 12:16 - 30 Ottobre 2020 Il 31 ottobre 1993 ci lasciava Federico Fellini: il ricordo nell'anno del centenario dalla nascita

 

A 27 anni dalla sua scomparsa, Federico Fellini è ancora il regista italiano più popolare, il più indagato dai critici di tutto il mondo (come diceva Enzo Biagi), uno dei pochi italiani da esportazione come Enzo Ferrari e Gianni Agnelli. Un anniversario che si inserisce nelle celebrazioni del centenario condizionato dall’emergenza sanitaria che ha costretto a cancellare i tanti appuntamenti in calendario, a partire dallo spettacolo previsto per domani sera al teatro Galli per omaggiare l’arte visionaria del maestro con un concerto dedicato alle melodie di Nino Rota. 

I festeggiamenti era iniziati nel dicembre 2019 con la grande mostra “Fellini 100: genio immortale” a Castel Sismondo, parte della sede futura del Museo Fellini. Nel corso di quest'anno sono stati tantissimi gli appuntamenti, in particolare attorno alla data del compleanno, il 20 gennaio: da ricordare i grandi concerti del compianto maestro Ezio Bosso e di Vince Tempera, una lettura teatrale a firma del grande scrittore Daniel Pennac, una conversazione sul cinema di Fellini al quale hanno partecipato i registi Marco Bellocchio e Marco Tullio Giordana insieme a Gianluca Farinelli della Cineteca di Bologna e moderato da Francesca Fabbri Fellini. E poi ancora lo spettacolo del clown/funambolo Kai Leclerc insieme alla danzatrice aerea Elisa Barucchieri.

Il museo Fellini diventerà il più grande e innovativo museo al mondo dedicato al genio di Federico Fellini, e alla sua eredità poetica così come ai suoi riferimenti artistici e visivi dell’arte di ogni tempo. Fellini, anche per Rimini, non è stato soltanto un grande regista, che ha saputo convogliare nella sua opera multiforme i vari e diversi elementi della cultura popolare e di massa, dal fumetto al circo equestre, dalla caricatura alla vignetta umoristica, dal romanzo d'appendice al teatro di varietà, ma è riuscito a trasformare questa materia, in uno stile cinematografico inimitabile, in una serie di film che hanno ottenuto un successo di critica e di pubblico internazionale. Nessuno più di lui ha saputo raccontare in immagini il nostro paese, traducendolo in un complesso sistema di simboli, e diventando un simbolo egli stesso. In quarant’anni di carriera, attraverso una complessa elaborazione intellettuale, Fellini ha dimostrato come il sogno, la memoria, la poesia possano costituire la sostanza del fare cinema. Scriveva di lui Brunello Rondi nel suo libro “Il cinema di Fellini” del 1965 dedicato al regista riminese “la sua opera nasce dalla sua vita ma (ed è ciò che conta) la sua vita rinasce dalla sua opera".