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Overdose da crack ed eroina: salvato in extremis un 58enne. Arrestati cinque spacciatori

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato di Rimini, l'uomo avrebbe preso la "roba" da un 21enne tunisino

Cronaca Rimini | 12:56 - 29 Ottobre 2020 I poliziotti delle volanti I poliziotti delle volanti.

Un 58enne chietino residente a Pomezia ha rischiato di andare in overdose dopo aver assunto crack assieme alla cocaina nel corso di una festa privata. È avvenuto tra il 27 e il 28 ottobre attorno alle 22.30. La situazione, prontamente segnalata al personale del 118, è stata poi trasferita come informazione alla polizia, permettendo l'avvio di indagini più approfondite. Nell’appartamento assieme all'uomo c'erano una 55enne foggiana ed una 32 enne riminese, rispettivamente compagna ed amica dell’uomo, avevano consumato crack ed eroina insieme a lui. Quest’ultima sostanza era stata portata per una “rimpatriata” con la 32enne, conosciuta qualche anno prima all’interno di una comunità di recupero, la quale, per festeggiare il loro incontro, di sua iniziativa aveva dell’eroina, lei e l'uomo si sono iniettati la sostanza, mentre l'altra donna ha continuato fumare crack.

Serrate ed immediate indagini dei poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno portato ad intentificare lo spacciatore che aveva fornito lo stupefacente, un 21enne tunisino, che aveva consegnato alla 32enne riminese l'eroina. Le indagini hanno poi portato alla scoperta di una vera e propria "centrale dello spaccio": un residence di via bergamo, a Rimini, dove il 21enne "operava" con altri connazionali.

Qui, nel cuore della notte i poliziotti, in divisa, hanno fatto irruzione e, con uno stratagemma, sono riusciti ad individuare l’appartamento in cui risiedeva il 21enne. Prima di riuscire ad accedere gli spacciatori sono riusciti a disfarsi di una grande quantità didroga gettandola nel water. Nell'appartamento gli agenti hanno individuato il 21enne che aveva ceduto l’eroina all’amica della coppia e due connazionali, un 43enne e un 24enne .
 

I tre hanno invano cercato di impedire l’accesso ai poliziotti che, hanno tentato di recuperare lo stupefacente gettato nel water. Uno dei due agenti è stato inoltre colpito ad una mano e, refertato, ha riportato una lesione guaribile in 6 giorni. Vano il tentativo di fuga del 43enne che, una volta fuori, si è ritrovato innanzi altri due poliziotti che ha cercato di colpire con una testata.  Recuperato in bagno un sacchetto di cellophane contenente marijuana.
 

Durante la colluttazione il 43enne ha cercato di disfarsi di un involucro di colore blu contenente eroina recuperato e sequestrato dagli operatori, dello stesso colore e tipologia di quello rinvenuto all’interno dell’appartamento del 58enne finito in overdose. Dalla successiva perquisizione, estesa anche a un altro appartamento del residence, i poliziotti hanno sottoposto a controllo anche una cittadina moldava di 51 anni, trovata distesa sul letto con un piatto in ceramica tra le mani intenta a fumare uno spinello, e un altro cittadino italiano di 58 anni. Nel piatto di ceramica, intriso di sostanza stupefacente del tipo eroina, erano posizionati cinque frammenti di hashish, al di sopra del comodino si trovava inoltre un coltello a serramanico con evidenti residui di eroina, una tessera sanitaria plastificata notevolmente deteriorata che, verosimilmente,  veniva utilizzata per il taglio dello stupefacente, un involucro di cellophane termosaldato contenente eroina, due involucri con semi di canapa, un involucro contenente marijuana, uno smartphone e la somma di 570 euro, il tutto posto in sequestro penale. All’interno della cassaforte presente nella stessa stanza, è stata rinvenuta la somma si 1950 euro.


Alla fine degli accertamenti i 3 tunisini sorpresi all’interno del primo appartamento, l'italiano e la signora moldava, trovati nel secondo appartamento, sono stati tratti in arresto in concorso per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, mentre solo per i tre tunisini resta in piedi anche l’accusa di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Infine, solo per il 21enne tunisino che aveva ceduto la dose quasi letale, è stato ipotizzato il reato di lesioni come conseguenza di altro delitto.
Gli arrestati sono stati condotti presso la casa circondariale di Rimini, mentre la donna presso quella di Forlì, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.