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Paradosso palestre: dopo neanche un mese chiude il nuovissimo centro Clorofilla di Santarcangelo

Aveva aperto il 5 ottobre dopo investimenti da decine di migliaia di euro in attrezzature e sanificazione

Attualità Santarcangelo di Romagna | 18:03 - 27 Ottobre 2020 Paradosso palestre: dopo neanche un mese chiude il nuovissimo centro Clorofilla di Santarcangelo


Erano pronti ad aprire la loro palestra dopo aver fatto oltre 400 mila euro di investimenti tra acquisto di materiali e attrezzatura Technogym e lavori di ristrutturazione e adeguamento a tutte le normative anti-Covid. Non potevano sapere che di lì a una settimana e mezza l’Italia sarebbe finita in lockdown, mettendo in pausa il loro sogno imprenditoriale. Ma nonostante tutto, dopo la firma dal notaio del 24 febbraio con la costituzione della società sportiva e il superamento della pausa forzata da marzo a maggio, l’avventura del 58enne Luca Bonvento e della sua famiglia è partita spinta da grande entusiasmo il 5 ottobre con l’inaugurazione del nuovissimo centro fitness e benessere “Clorofilla” di Santarcangelo di Romagna, non solo palestra ma anche luogo dove prendersi cura di sé.

«Chi avrebbe mai immaginato che nel giro di meno di un mese ci avrebbero fatto chiudere, senza darci nemmeno una spiegazione?» si chiede Bonvento retorico, in un momento di enorme difficoltà non soltanto economica ma anche personale. «La cosa più incomprensibile di tutto questo è non sapere cosa rispondere a chi mi chiede “perché”. Ai dipendenti, agli istruttori, ai nostri clienti. Non ho ricevuto spiegazioni. E dirò di più: quando il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora ha annunciato controlli per verificare che le palestre si fossero adeguate o meno, io li ho invocati, ma non è arrivato nessuno. A quel punto già avevamo capito come sarebbe andata a finire».
 

Negli investimenti fatti nei locali di via Tosi ci sono anche 35 mila euro per l’aerazione continuata: «Siamo una delle poche palestre in Italia ad avere questa funzionalità di ultimissima generazione, in grado di ricambiare l’aria nelle docce e di deumidificarle una ad una. Un investimento di prospettiva fatto appositamente per fronteggiare al meglio la diffusione del contagio». Una scelta precauzionale premiata dai dati, visto che nella sua struttura non si sono registrati contagi, come peraltro in moltissime altre nel Riminese e in Italia, uno dei fattori che stanno creando il maggior scontento nel settore.

«Abbiamo posizionato sanificatori e igienizzanti ogni 5 metri, gli attrezzi sono tutti distanziati, i nostri clienti mettono sempre la mascherina quando si spostano da una parte all’altra delle sale e i nostri istruttori non toccano i clienti. All’ingresso abbiamo sempre preso la temperatura ben prima che il ministro ce lo imponesse e gli ingressi sono sempre stati contingentati, in modo da contribuire al tracciamento. Per noi tutelare la salute non è mai stato un obbligo, ma un dovere. Tutto totalmente inutile». Oltre al danno, la beffa di aver assunto quattro dipendenti poco prima dell’apertura, «due impiegate, un direttore tecnico e la donna delle pulizie, che lavora tutti i giorni e che è diventata il nostro vanto in questo periodo. Abbiamo poi una ventina di collaboratori che lavorano con noi dalla sera alla mattina e che ora non sanno cosa fare». Dei ristori economici ancor non v’è certezza, certo è che «durante e dopo il primo lockdown non abbiamo visto niente». Per questo, per quanto possibile, l’azienda di famiglia sta cercando di dilazionare i pagamenti di affitto e macchinari, per cercare di affrontare mancati ingressi per 7 mesi, che ora stanno per diventare 8 senza neanche essere trascorsi, visto che gli incassi dal 26 ottobre al 24 novembre sono stati cancellati con un colpo di spugna. «Ci avevano proposto di rescindere il contratto, di fare un passo indietro, ma abbiamo voluto crederci. Abbiamo avuto tutta l’estate per prepararci e mai ci saremmo aspettati una situazione del genere. La nostra apertura è stata salutata come un successo: ora mi piange il cuore a leggere i messaggi dei nostri clienti».

Francesca Valente

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