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Crescono i flash mob contro il lockdown: stavolta si mobilitano le Cna regionali

Al fianco di imprenditori e artigiani, che rappresentano alcuni dei settori più penalizzati

Attualità Rimini | 17:15 - 26 Ottobre 2020 Davide Ortalli (Cna Rimini). Foto Daniele Casalboni Davide Ortalli (Cna Rimini). Foto Daniele Casalboni.


Un futuro dai tratti incerti si staglia di fronte all'orizzonte delle piccole imprese, artigiani, professionisti, anche riminesi. Una grande comunità di persone e di famiglie, molte delle quali sono sopravvissute a stento dalla fase uno della scorsa primavera e che oggi hanno davanti agli occhi lo spettro di un'altra chiusura. Per questo per Cna Rimini «è difficile comprendere la logica della chiusura alle 18 delle attività di ristorazione e lo stop totale a palestre, centri benessere, attività fieristiche, cinema, teatri e relative filiere: stiamo parlando di imprese che hanno propri protocolli di riferimento e che hanno investito sensibilmente, nonostante un anno non certo facile, per rispettare tutte le procedure di contrasto all'epidemia».

Ecco allora che per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica, Cna ha organizzato una serie di flashmob che si terranno in tutta la regione martedì 27 ottobre alle 12, coinvolgendo simbolicamente il solo gruppo dirigente dell’associazione.

Le parole del direttore Davide Ortalli sono dure: «Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha ammesso che questa nuova impostazione che ci porta verso un lockdown parziale è frutto dei dati sull'andamento dei contagi. Il che da una parte significa l'ammissione di un grave errore di valutazione dei dati quotidianamente a disposizione della politica e della comunità scientifica, dall'altro ci insinua una grave preoccupazione sull’emanazione di futuri Dpcm portatori di ulteriori restrizioni. Se misure così importanti vengono imposte senza guardare un orizzonte lontano ma navigando a vista, diventa concreto il timore che fino alla prossima primavera possano arrivare nuove misure di “aggiustamento” destabilizzanti per i nostri sistemi economici e, ci auguriamo di no, anche sociali». Aggiunge il presidente Mirco Galeazzi: «Con molta franchezza affermiamo che le chiusure e le limitazioni imposte a queste aziende sono un errore. Si tratta di imprese che rispettano tutti i protocolli, tutte le prescrizioni, tutti i divieti indicati in ogni Dpcm. La chiusura anticipata al pubblico di ristoranti e pizzerie rappresenta un ulteriore colpo in primis per la ristorazione, poi per la filiera della produzione e trasformazioni e dell’agricoltura».

La “ricetta per l’emergenza” di Cna prevede contributi a tutte le imprese a cui è stata imposta la chiusura, attenzione al ristoro dei costi sostenuti per la partecipazione a fiere nazionali e internazionali saltate, ulteriori misure per garantirne la sopravvivenza, come lo stop immediato alle chiusure indiscriminate ponendo più attenzione all’intensificazione e all’efficacia dei controlli, il prolungamento dello strumento della cassa integrazione, la messa a disposizione di compensazioni economiche per gli affitti, una “tregua fiscale” in accordo con l’Agenzia Entrate.