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Dpcm, baristi riminesi: "Cambiamo format, brunch e aperitivi alla mattina"

A Rimini: 'Non capiamo norme ma inutile protestare, lavoriamo' 

Attualità Rimini | 17:01 - 26 Ottobre 2020 Aperitivo, foto di repertorio Aperitivo, foto di repertorio.

"Non vedo la soluzione delle proteste, non vedo nemmeno le nostre colpe. In qualche modo ci adegueremo". Vuole essere propositivo il barista riminese Gigi Curzi che dal suo locale in pieno centro prova a reinventarsi dopo l'obbligo di chiusura alle 18 imposto dall'ultimo dpcm. "Apriremo il sabato e la domenica facendo brunch e aperitivi alla mattina, sperando che la gente come sempre sia moderata ed educata. Problemi non ne abbiamo mai avuti", aggiunge il titolare del Caffè Settembre. Alle ultime limitazioni per bar e ristoranti "sicuramente non troviamo un grosso senso", intanto "cerchiamo un modo per reinventarci", afferma poco più in là un giovane ristoratore, Enrico Gori, che pochi anni fa ha aperto un bistrot nel centro di Rimini insieme a due soci, tutti poco più che ventenni. Stimano di chiudere l'anno con un calo dei coperti del 40%. Il loro locale, Nécessaire, apriva alle 18 e ora, in fretta e furia, provano a cambiare format, passando dai cocktail ai cappuccini. "Questo mese rimarremo aperti - spiega Gori - Prima eravamo un locale serale, adesso apriremo la mattina e faremo anche i pranzi". La sfida per loro è di agganciare dall'oggi al domani una nuova clientela, dai giovani del posto ai lavoratori e utenti giornalieri della città. Negli altri ristoranti della zona sono in corso le riunioni fra i titolari per decidere sul da farsi. Un locale ha scelto di rimanere chiuso per oggi esponendo il cartello "chiuso per riorganizzazione". In un bar che lavorava soprattutto con gli aperitivi serali, la dipendente che è alla cassa confessa: "Stasera si riuniscono i capi e temo che lasceranno a casa qualcuno". (Ansa).