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Provincia di Rimini: nel 2019 meno reati, denunce sotto la soglia dei 20mila

La nuova indagine del Sole 24 Ore tiene conto della componente turistica: "Rimini provincia virtuosa"

Attualità Rimini | 09:33 - 26 Ottobre 2020 Questura di Rimini Questura di Rimini.


Per la prima volta l’indice sui reati del Sole 24 Ore pesa la componente turistica. L'analisi riguarda l'anno 2019, non il 2020, che è stato caratterizzato dal lungo lockdown primaverile. La Provincia di Rimini è terza per reati denunciati, dietro Firenze e Milano, la provincia che si trova sul gradino più alto del podio. Nel dettaglio il confronto tra il 2018 e il 2019 fa emergere, per la provincia di Rimini, un calo dei reati dell'8,3%: furti (-14.5%), scippi (-36.8%), furti in abitazione (dal quartultimo posto del 2018 al 20esimo del 2019), furti in negozi (-13.7%) e con destrezza (-20.3%). La Provincia di Rimini rimane sotto la soglia delle 20 mila denunce presentate (non accadeva dai primi anni del duemila). Dopo i picchi del 1996 e 1997 (rispettivamente 28.688 e 29.657) e del 2013 e 2014 (oltre i 26 mila), numeri in calo costante sino alle 19.994 denunce dello scorso anno. Relativamente all'introduzione del calcolo della componente turistica, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi rileva: "Rimini si trova nella parte virtuosa di questa classifica ponderata (insieme a Venezia, Aosta, Trento e Bolzano), tra le province più sicure del Paese, e ribaltando la solita  graduatoria assoluta, ma il ragionamento da fare non è semplicemente statistico". Prosegue il sindaco: "I territori e le città ad alta concentrazione turistica e di ospitalità, soprattutto dopo la lunga crisi internazionale e nazionale cominciata alla fine del decennio scorso, sono ancora di più diventati attrattori per la capacità di creare ricchezza anche in periodi di congiuntura economica negativa". Inoltre, evidenzia, "a questo va aggiunto, per Rimini, il segnale della tenuta del tessuto civico in relazione all’efficacia delle forze dell’ordine e delle istituzioni. La propensione a denunciare, sia da parte dei residenti che degli stessi turisti, rimane un atto di fiducia nelle istituzioni e tra cittadino e istituzioni, non la si considera una perdita di tempo". Gnassi, che rimarca il "gran lavoro fatto a livello locale dai comuni e dalle forze dell'ordine nell'ambito dei comitati provinciali per l'ordine pubblico e la sicurezza", pone l'attenzione ora sul 2020, sull'emergenza Covid. Infatti la crisi economica può facilitare le infiltrazioni mafiose sul territorio. La criminalità organizzata, con le sue attività di riciclaggio, potrebbe infatti allungare le proprie mani sulla provincia di Rimini, "terra ricca e piena di turisti anche in questa difficilissima stagione".

Di fronte ai risultati della classifica si esprime il segretario provinciale di polizia Roberto Mazzini: «Il fatto che Rimini sia scesa dal secondo al terzo posto passando da 6430 a 5884 denunce ogni 100mila abitanti rappresenta un punto di partenza. Il risultato è anche frutto del lavoro di donne e uomini in divisa che hanno dato il massimo affinché Rimini possa essere più sicura. Il riconoscimento delle peculiarità del territorio votato al turismo con l’invio di nuovo personale, l’organizzazione dei servizi sul territorio, ha sicuramente dato i suoi frutti. Tuttavia dobbiamo mantenere sempre alta l’attenzione poiché nei prossimi anni i pensionamenti che avverranno potrebbero azzerare portare in negativo il numero di personale rispetto ai nuovi innesti. Quella dell’ampliamento degli organi è una battaglia che il Sap porta avanti da molti anni per ripianare i tagli di oltre 45 mila uomini effettuati dalla legge Madia. Un passo avanti è stato fatto ma è necessario non abbassare la guardia. La sicurezza è un bene primario di ogni società e come tale va preservato con ogni mezzo perché dalla sicurezza dipende la libertà dei cittadini».