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A Cattolica apre "I Mangiari", il ristorante dove la tradizione è di casa

La pandemia non ferma la ristorazione e Davide e Barbara scommettono ancora nonostante il brutto momento

Attualità Cattolica | 17:12 - 23 Ottobre 2020 Lo staff del ristorante Lo staff del ristorante.

Aperto martedì 20 ottobre, si trova in via Fiume, 24, in pieno centro a Cattolica, a pochi passi dal mare. I titolari Davide Trebbi e Barbara Moretti spiegano la genesi del loro locale: «La nostra prima gestione, per quanto riguarda un ristorante, risale al 2007 come “ Ostriche e vino” e proponeva cose diverse – spiegano i due titolari -.C’è stata una parentesi in cui abbiamo affittato il locale ad altri per poi decidere di riassumerne la conduzione insieme al nuovo socio Carlo Rambaldi. A Cattolica un ristorante che trasmettesse un messaggio relativo alla tradizione in un contesto rilassante e di convivialità ci ha entusiasmati, e così è stato».

Perché I Mangiari?

«“I Mangiari”, etimologicamente è una parola complessa con più significati. La si usa in varie Regioni italiane: Lombardia, Romagna, Calabria ma in tutte significa: “alimentarsi in modo adeguato, privilegiando cibi essenziali, genuini, senza tante portate, da consumarsi in compagnia”. Ci piacerebbe che nel nostro ristorante ci fossero tanti  “mangiatori”».

La tradizione romagnola è di casa 

«Abbiamo la fortuna e la consapevolezza di vivere in un territorio accogliente, con una cucina autentica, un bellissimo mosaico fatto di sapori e saperi. Le nostre ricette affondano le radici nelle tradizioni e ci raccontano, oltre ai sapori frutto del lavoro dei campi, la ricchezza del nostro mare: l’Adriatico. Chiudete gli occhi, lasciatevi condurre in un percorso che va dalla collina, alla pianura, al mare.

Dall’antipasto al dolce, passando per la piadina come comune denominatore. È risaputo che l’identità dei “mangiari” romagnoli sta in un complesso di saperi popolari ed è per questo che il pesce sarà presente il venerdì, giorno di magro.

Non potevamo non “scomodare” in questo nostro viaggio, il grande gastronomo Pellegrino Artusi lo troverete nell’origine dei piatti e che dire dei vini proposte dalle nostre migliori cantine». 

La proposta dei piatti

«La prima cosa che abbiamo preso in considerazione insieme allo chef Tomas Morazzini sono state le materie prime, successivamente il modo di cucinare in una filosofia che rispettasse la tradizione ma, al contempo, che andasse verso un concetto di trattoria contemporanea nel rispetto dei vecchi sapori. 

Così i cappelletti chiusi al ferro in crema di parmigiano,  il passatello in brodo di cappone, la tagliatella al ragù o il “magro” del venerdì con la polenta e sugo di vongole e il baccalà arrosto con le patate».

Staff, servizio e norme anti Covid

«Il personale è composto da 6 persone, sappiamo che il momento non è dei migliori ma noi ci crediamo. Abbiamo 14 coperti in meno rispetto alla normale capienza, che sarebbe di 29. Nel rispetto delle norme anti Covid credo che la ristorazione sia assolutamente la forma più sicura di “divertimento”».

Risposta da parte della città

«Da parte dei cattolichini abbiamo avuto un buon riscontro in questi giorni, da parte dell’amministrazione, invece, ci aspettavamo sicuramente un augurio di buon lavoro che non è arrivato».