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Ecco il nuovo Spazio Tondelli di Riccione: teatro contemporaneo che vive la città

Esempio di rigenerazione urbana che passa dalla sperimentazione

Attualità Riccione | 16:08 - 23 Ottobre 2020 La presentazione del nuovo Spazio Tondelli La presentazione del nuovo Spazio Tondelli.

Innovazione, sperimentazione, un pizzico di avanguardia, ma soprattutto un teatro che “vive” la città. Sarà questa la nuova veste dello Spazio Tondelli su cui scommette l’amministrazione di Riccione, da sempre un palcoscenico a cielo aperto. Un grande teatro in movimento che nel 2021 avrà un luogo rinnovato, uno spazio multidisciplinare e multifunzionale dedicato alle arti sceniche e performative. La prima novità è che, dotato finalmente di un ingresso su viale Ceccarini, il teatro acquista centralità nell’assetto urbano di Riccione, creando un nuovo punto di riferimento, anche visivo.
 

UNA VERA E PROPRIA CASA DELLE ARTI
 

Sarà un edificio poliedrico e contemporaneo pronto ad accogliere arti sceniche di più tipi: prosa, danza, concerti, performance. Il progetto cuce questa rinnovata “casa delle arti” alla città, con un intervento di rigenerazione urbana che collega interno ed esterno, aprendo il nuovo teatro su viale Ceccarini.

Un’area all’aperto e un foyer con bistrot fungono da accesso a uno spazio potenzialmente continuo ma scomponibile in più ambienti, ciascuno utilizzabile come luogo di rappresentazione: il bistrot è in grado di accogliere fino 100 posti a sedere, espandibili sia verso la corte esterna sia verso l’interno, per spettacoli e performance non convenzionali.
 

Uno dei tratti salienti del nuovo Spazio Tondelli è infatti la possibilità di riconfigurare ogni ambiente. Centrale – in tutti i sensi – è l’area scenica, che si sviluppa nel cuore del teatro su 150 metri quadrati: il doppio rispetto alle dimensioni attuali. Priva di palcoscenico rialzato, quest’area è connessa a tutti gli spazi attigui, così da poter essere estesa o ridimensionata a seconda delle esigenze. Artisti e maestranze possono contare su un rinnovato comparto sceno-tecnico (volutamente a vista), su comodi magazzini (prima assenti e ora facilmente accessibili da via Don Minzoni), su camerini ristrutturati (e molto più ampi di prima) e su una regia collocata in posizione dominante per massimizzarne l’efficacia; due regie secondarie sono inoltre predisposte di fianco alla scena e all’ingresso del teatro, in vista di performance non tradizionali.
 

La platea, racchiusa come in un guscio al fondo del teatro è posta su un solaio inclinato, la sala può accogliere da 300 a 400 spettatori, con una visibilità totale da tutti i posti a sedere.

I lavori dovrebbero restituire alla città lo spazio rigenerato per la prossima stagione teatrale, ovvero per settembre-ottobre 2021.
 

IL PROGETTO  E LA SFIDA
 

Il progetto prevede un investimento di 600.000 euro per le opere murarie in contropartita con la proprietà che lo cede al comune per 25 anni, di 700-800.000 euro per parti tecniche e arredi, cui si aggiungono 30.000 euro di affitto annuale. Entra più nel dettaglio l'assessore ai Lavori pubblici Lea Ermeti, creerà "una vera e propria interconnessione con la città". Il teatro sarà uno spazio fruibile già dall'area di accesso con bistrot, che fara' da atrio alla sala, "un invito alla partecipazione e gli spazi saranno modulabili a seconda delle esigenze dello spettacolo".
 

Una vera novità, forse un “unicum”, una scommessa che si inserisce in quel “circuito culturale di cui fanno parte anche le ville – spiega l’assessore al Turismo Stefano Caldari – e si inserisce nella natura della nostra accezione turistica: il movimento turistico verso città che hanno luoghi culturali riqualificati risulta in costante crescita e il turismo culturale è caratterizzato dalla tendenza verso la ricerca dell'autenticità dell'esperienza e la sperimentazione dall’arte, nel nostro caso le arti sceniche”.
 

Cura nell’illuminazione, pannelli che migliorano l’acustica, un teatro “modulabile” il cui palcoscenico sarà sostituito da “un’area scenica – come spiega il coordinatore Cultura, Eventi, Simone Bruscia – così come il foyer. Area pulsante sarà il bistrot che diventerà il cuore pulsante della città, un elemento di contatto tra la città e il teatro”.
 

Un progetto e un’offerta che non “snobba” quella provinciale, ma si differenza da questa perché “il panorama provinciale si deve arricchire, non sovrapporre – afferma il sindaco Renata Tosi -. Apprezziamo l'offerta del Galli e del teatro della Regina di Cattolica, noi ci inseriamo nello spazio della sperimentazione", dando "il vestito giusto al modo di fare cultura a Riccione".
 

M.A.C.