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Garden, Steven, Pol. Com. Riccione e Gelso Sport: 'Le nostre piscine e palestre sono sicure'

I titolari dei centri sportivi: 'Le norme che seguiamo dal 2013 sono ancora più stringenti, un nuovo lockdown sarebbe la fine per tutti'

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Sport Rimini | 15:18 - 23 Ottobre 2020 da sinistra Nico Guastamacchia, Ermanno Pasini, Claudia Nicolini e Giuseppe Solfrini da sinistra Nico Guastamacchia, Ermanno Pasini, Claudia Nicolini e Giuseppe Solfrini.

No a nuova chiusura di piscine e palestre. “I nostri impianti sono sicuri, se ci sarà un nuovo lockdown dovemo alzare bandiera bianca: sarà la morte per le nostre imprese”. La Polisportiva Garden e lo Steven unitamente a il Gelso di Bellaria e alla Polisportiva Comunale Riccione scendono in campo affiancate per fare chiarezza sulla sicurezza di coloro che svolgono attività nelle loro strutture perfettamente a normaancora prima del DPCM.

“Se chiuderemo ancora non riapriremo più con conseguenze drammatiche per le famiglie di centinaia dei nostri dipendenti e collaboratori - dice Ermanno Pasini, presidente della Polisportiva Garden - Il fatto è che per quanto rigarda le piscine abbiamo dei parametri da rispettare per legge dal 2003 molto più stringenti rispetto alle regole dell'ultimo Dpcm. Basta pensare alla quantità di cloro presente oltre che in acqua negli spogliatoi e negli ambienti molto più superiore ai limiti fissati. La stessa cosa vale per la quantità di aria che viene continuamente ricambiata. Il Dpcm di domenica, che ha dato sette giorni di tempo per mettersi in regola, ha dunque creato allarmismo tanto che da lunedì sono piovute disdette e non ci sono più iscrizioni. E pensare che noi imprenditori paghiamo acqua, accise, varie addizionali per intero come normali utenti. Queste sono strutture costano milioni di euro hanno una valenza sociale, losport è un farmaco: previene i problemi di salute”. E annuncia la nascita di Gestione, una associazione nazionale che comprende circa 300 impianti come il Garden per la tutela degli imprenditori.

Gli fa eco Nicola Guastamacchia, direttore tecnico dello Steven Sporting Club e del Garden Sporting Center. Il quale snocciola dei dati incontrovertibili: i campi coperti del Garden hanno una capienza di circa 800 persone all'ora, le palestre dello Steven di 170: impossibile fare quei numeri. Gli spazi sono garantiti e così il tracciamento e tutte le misure di sicurezza. Ad esempio, per legge la distanza per fare ginnastica è di cinque metri a testa, qui è di 20-25. E pensare che in molte abitazioni queste diastanze non esistono. Fate conto che da noi si fa attività natatoria come fossimo in una bottiglietta di sanificatore. Le palestre e le piscine non sono il problema, sono la soluzione. Come si può pensare che l'attività sportiva sia superflua, che un bambino stia chiuso in casa e giochi a burraco. I nostri clienti sono tutti tracciati”.

Ribadisce Giuseppe Solfrini, presidente della Polisportiva Riccione a cui fanno capo 20 discipline sportiva, circa 600 addetti al lavoro: “Non vogliamo minimizzare il problema Covid, ma assicurare gli utenti sul fatto che non ci sono rischi se si rispettano le regole. Dire col DPCM: vi concedo una settimana per mettervi in regola e poi vi chiudo, vuol dire non conoscere la nostra realtà. Si crea solo allarmismo. Il problema vero è la mancanza di linearità dei provvedimenti. Nelle verifiche dei NAS, le piscine sono a norma per più del 95 per cento dei casi”.

Anche a Riccione ci sono già famiglie che hanno ritirato i bambini, diventa un problema gestire l’attività da qui in avanti. Sia a Rimini sia a Riccione si è riscontrato più o meno una mancanza di un milione di ricavi nei mesi di chiusura e agli utenti che hanno perso corsi e lezioni sono stati riconosciuti i voucher per recuperarli.

“Dal 25 maggio abbiamo riaperto dopo il lockdown inserendo figure nuove per garantire la migliore frubilità della struttura - aggiunge Claudia Nicolini, titolare del Gelso Sport - Sanifichiamo tutti i giorni e ogni ambiente vuole una gestione diversa. Siamo un motore economico perché siamo una vera e propria impresa, con questi tipo di strutture lavorano artigiani, manutentori, professionisti. La piscina costa anche se è chiusa e per farla ripartire bisogna riportare tutto a parametro. Un certo tipo di macchinari se si fermano non possono essere recuperati se non con una manutenzione straordinaria”.

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