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Covid, Ausl Romagna: crescita contagi, ma "situazione non paragonabile a marzo"

Ci sono però difficoltà per il servizio che si occupa dell'individuazione dei casi

Attualità Rimini | 15:22 - 21 Ottobre 2020 Sede di Rimini dell'Ausl Romagna Sede di Rimini dell'Ausl Romagna.

L'Ausl Romagna in una nota traccia un bilancio sull'attuale fase di contagio dell'epidemia da nuovo coronavirus. Da lunedì 12 ottobre a ieri (martedì 20 ottobre) sono state riscontrate 430 positività: un trend importante anche per il territorio romagnolo, anche se l'Ausl precisa:  «situazione epidemiologica non paragonabile a quella dei mesi della "prima ondata" poiché la maggior parte dei casi viene diagnosticata a seguito di una ricerca molto attenta dei casi da contatto (cosiddetto contact tracing), vi sono numerosi asintomatici e la maggior parte di essi è comunque gestibile a domicilio» , inoltre al momento sono contenuti i numeri di ricoverati e pazienti in terapia intensiva.

C'è però una situazione di criticità per il servizio di Igiene pubblica di Rimini, che si occupa della individuazione dei casi, svolgimento delle indagini epidemiologiche, coordinamento nell'effettuazione dei tamponi, successivo follow up dei pazienti e dichiarazione di guarigione degli stessi, nonostante il potenziamento del servizio con 48 infermieri aggiunti in organico a giugno e 34 dal mese di agosto.  «Questi inserimenti graduali, e tenendo conto anche dei tempi necessari per la formazione e l'affiancamento dei neo inseriti, hanno consentito di affrontare la situazione ma non in maniera sufficiente per evitare alcuni disagi e ritardi nell'effettuazione di alcune prestazioni; disagi per i quali ci si scusa con l'utenza», spiega l'Ausl. 

Le priorità rimangono gli adempimenti più urgenti, come le diagnosi e il tracciamneto dei contatti, per limitare il diffondersi del contagio. E in merito l'Ausl chiede massima collaborazione alle persone in isolamento domiciliare, affinché rispettino rigorosamente questa misura e forniscano le «informazioni necessarie a individuare tutti i contatti a rischio e di limitare così il più possibile la diffusione dell'infezione».